Alice Paul: una donna vegetariana che ha fatto la storia

(Estratto dal libro LE FIGLIE DI EVA)

Il 3 marzo del 1913, a Washington negli Stati Uniti,  8.000 donne  – un’enormità per i tempi – marciarono compatte per la capitale americana, senza protezione da parte della polizia, per chiedere il diritto al voto e protestare contro l’esclusione delle donne dalla società.
In decine di migliaia accorsero a Washington a vedere lo spettacolo. C’erano delegazioni di suffragette venute da tutto il mondo, decine di bande e carrozzoni.
Il New York Times scrisse che la parata fu “uno degli spettacoli più belli mai messi in scena in questa nazione”.

main_1200.jpgIn quanto tempo secondo voi erano riuscite a organizzare una manifestazione del genere, senza Facebook & Co.?

Era il 2 Gennaio quando l’organizzatrice principale cominciò a darsi da fare.
Era il 3 Marzo dello stesso anno quando la parata è avvenuta.
Due soli mesi in cui questa giovane donna,  Alice Paul, vegetariana, ha contattato personalmente via lettera o di persona, una per una, le donne più importanti a capo delle varie organizzazioni per il suffragio del tempo; ha ottenuto i permessi per poter sfilare in centro; ha cercato i fondi economici dovunque ha potuto e poi ha organizzato i tanti Comitati che si erano suddivisi i compiti.

Alice era un’attivista vegetariana.

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Come disse a riguardo quando aveva ormai 90 anni: “Mi sono resa conto che non potevo più andare avanti a mangiare carne. Mi sembrava così… cannibalistico. E così sono diventata vegetariana ai tempi delle campagne per il suffragio, e lo sono rimasta sin da allora”.

E a proposito di queste campagne. Alice aveva imparato il potere delle manifestazioni quando era ancora una giovane studentessa a Londra.  Nata negli Stati Uniti nel 1885, dopo essersi laureata in biologia, (una delle prime donne a farlo) era partita per un viaggio di studio in Inghilterra, a Birmingham.

Fu lì che un giorno passò ‘per caso’ davanti a una folla radunata intorno a una giovane donna che stava parlando di diritto al voto, tra i fischi generali degli uomini presenti. Quella donna si chiamava Christabel Pankhurst, un’altra donna che è stata vegetariana per lunghi periodi di tempo, tra un arresto e l’altro, tra una fuga rocambolesca a Parigi e l’altra.

Al tempo il suo nome era sconosciuto, ma tanto grande era la sua energia e il suo entusiasmo che  Alice si presentò  a lei e in poco tempo venne convinta a iscriversi al movimento nato da poco: l’Unione sociale e politica delle donne (WSPU).

Ero così estremamente felice di far parte di tutto quel movimento. Poi ho cominciato ad andare a tutti i loro meeting, a Londra. Quegli incontri erano tutti così pieni di entusiasmo”.

Alice Paul era intenzionata a fare tutto quello che le veniva proposto. Nessun contributo alla causa era troppo piccolo.   “Hanno cominciato a chiedermi di parlare agli angoli delle strade, nelle stazioni della metropolitana, nei piccoli parchi. Lo chiedevano a tutti, come io ho sempre provato poi a fare nel nostro movimento (in America)  –  chiedere a chiunque di fare qualsiasi cosa che io riuscissi a fargli fare”.

Questo era il suo spirito.
Dissero che lavorare con lei era “come vivere con puntato addosso un raggio laser di una luce così forte che costantemente trafiggeva il proprio mondo”.

Negli anni successivi alla parata di Washington organizzò un nuovo tipo di protesta. Le “Sentinelle Silenziose” erano un gruppo di migliaia di attiviste che per più di due anni,  sei giorni alla settimana – pioggia, vento o neve che fosse – manifestarono davanti alla Casa Bianca, a turno, in modo pacifico e in totale silenzio, se non per gli striscioni che portavano con loro, per chiedere il diritto al voto per le donne al nuovo Presidente – che ancora le ignorava.

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Nessuno aveva mai provato una tattica simile in un luogo così simbolico. In quel periodo, quasi tutte le sentinelle – Alice Paul compresa – furono arrestate. Molte fecero lo sciopero della fame. A forza di far rumore però, o di fare un silenzio assordante, il Presidente Wilson, nel 1919, fece finalmente passare l’emendamento tanto agognato:

Il diritto di voto dei cittadini degli Stati Uniti non sarà negato dagli Stati Uniti o da nessuno Stato membro sulla base  del sesso del votante”.

A 50 anni fondò una sua associazione in America, il National Women’s Party – il partito nazionale delle donne – con la sua cara amica attivista Lucy Burns.

Quando le fu chiesto da anziana: “Qual era il suo segreto per dirigere tutto (in quel periodo)?”, Alice risposte: “Beh. Una notte andavo a dormire e la notte dopo no – Lavoravo”.

3 (2).jpgUn altro segreto che utilizzò sempre?  Reclutare ogni donna che potesse essere anche solo minimamente utile.

A me non m’importava molto che talenti possedevano.  Noi cercavamo di prendere le persone che erano entusiaste, perché non c’è nulla al mondo più importante di quello, entusiastiche, ardenti e consacrate nei loro sentimenti al movimento. E poi un sentimento di lealtà verso la nostra causa e la voglia di veder rimossa ogni degradazione…  Persone che non parlano di vantaggi personali, ma di libertà… Chiunque quindi poteva essere di aiuto. C’era sempre qualcosa che potevamo fargli fare”.

Il suo motto per molti anni fu lo stesso di Annibale:  “Troveremo un modo. Oppure lo costruiremo!”.

Alice Paul è morta all’età di 92 anni.  Nella sua ultima intervista, da novantenne, era ancora lucida e ricordava bene tutte le date e i nomi delle persone con cui aveva lottato.

Se vi sentite ormai troppo vecchie per fare cose simili, vi potrà aiutare sapere che pochi anni prima di morire, Alice Paul stava ancora organizzandosi con altre donne perché passasse un emendamento per le pari opportunità, l’ Equal Rights Amendment.

E passò.

Potere dell’organizzazione, dell’entusiasmo, della dieta vegetariana…
Trovate la storia di Alice Paul e quella di altre 13 grandi donne vegetariane che hanno fatto la storia nel mio libro LE FIGLIE DI EVA  –  disponibile in cartaceo e in digitale su Amazon.

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