La Salute di Eva: Artrite reumatoide e dieta

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Avviso Importante: Questo articolo è estratto dal mio libro LA SALUTE DI EVA ed è una raccolta di notizie e dati a scopo esclusivamente informativo. Prima di apportare cambiamenti alla vostra dieta e stili di vita e per qualsiasi problema specifico di salute, si raccomanda di consultare sempre un medico specialista o un nutrizionista, soprattutto se assumete medicinali. Le informazioni dell’articolo sono condivise con il presupposto che non costituiscono né hanno la pretesa di essere consiglio o prescrizione medica o specialistica di diete o trattamenti, o suggerimenti e consigli di profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute, o aventi finalità di cura.

DIFFUSIONE GLOBALE DI A.R. (ARTRITE REUMATOIDE) [1-5]

Maglia nera

Nuova Zelanda / Finlandia / Regno Unito / Ucraina / Stati Uniti / Danimarca / America del Sud

Medaglia d’oro

Africa sub-sahariana / Indonesia / Filippine

OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE:

* Pare che fino agli inizi del 1800 l’artrite reumatoide fosse completamente sconosciuta. [6]

** Dati ottenuti sulla dieta e sulla prevalenza di artrite nelle donne di diverse nazioni [2] hanno evidenziato che i cibi più fortemente associati a una prevalenza maggiore sono:

  1. Il consumo di carne e di frattaglie
  2. Il consumo dei grassi nella carne

 

RAPPORTO MASCHI : FEMMINE

1 : 3  [1, 6]

Nel 2000 cominciai ad avere dei dolori a due dita della mano destra, soprattutto la mattina, e a guardarle sembravano un po’ storte. Mi fecero fare il test specifico che risultò positivo e mi dissero solo di “tenere la cosa sotto controllo”, ma senza dirmi come. Non ho più dolore ormai da dieci anni e l’unica cosa che ho fatto è stata eliminare la carne due anni dopo la diagnosi. Ora sono vegana.”  Michela

  1. Cibi animali, acidi & Artrite r.

Anno 2000.  Sulla prestigiosa rivista British Journal of Nutrition viene pubblicata una ricerca dal titolo cristallino: “Il ruolo della carne nell’espressione dell’artrite reumatoide”. [2]

La conclusione è altrettanto limpida: “Dopo aver valutato i risultati sia epidemiologici che clinici sull’argomento, c’è ragione di pensare che il consumo di carne e di frattaglie sia un fortissimo fattore di rischio per l’artrite reumatoide”.

Sei anni dopo, grazie al famoso studio sugli Avventisti – una popolazione religiosa americana che conta anche moltissimi vegetariani e vegani – viene trovata una forte associazione tra il consumo di carne e la prevalenza di artrite degenerativa. [15] Maggiore è il consumo di carne, maggiore la prevalenza di artrite, sia tra le donne che tra gli uomini.

Secondo il Comitato dei Medici per una Medicina Responsabile (PCRM)[6] i primi cinque cibi che andrebbero evitati da chi soffre di artrite, oltre a MAIS e GLUTINE, sono:

  1. TUTTI I LATTICINI
  2. CARNE (SIA ROSSA CHE BIANCA)
  3. UOVA

Gli alimenti non associati a dolore? Il riso integrale, tutte le verdure verdi, quasi tutti gli ortaggi e quasi tutta la frutta dolce.

Come mai i prodotti animali più grassi sembrano così collegati all’artrite reumatoide? Questa malattia avrà anche un’eziologia misteriosa ma si tratta di una malattia infiammatoria cronica. Come fanno notare anche molti naturopati igienisti, quando si prova un dolore di questo tipo, è chiaro che gli acidi nel corpo la stanno facendo da padrone.

Ho sofferto per molti decenni di periartrite al braccio sinistro e dolore nelle dita. Inizialmente credevo fosse la mia posizione scorretta nel dormire (tenevo il braccio sotto il cuscino), ma poi ricevetti la diagnosi. Credevo fosse l’età e sopportavo. Nell’eliminare tutti i prodotti animali – per scelta d’amore – è arrivata in poco tempo la remissione totale dei sintomi, sintomi che alla veneranda  età di 73 anni, non si sono ancora  ripresentati…”   Mamma di Eva

ACIDO ARACHIDONICO E ARTRITE REUMATOIDE

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Nel 2003 è stata testata, in uno studio clinico, una dieta anti-infiammatoria (AID), cioè povera di questo acido. Il risultato evidenziò che quest’alimentazione, rispetto a una dieta tipica occidentale, “è in grado di migliorare i segni clinici dell’infiammazione in chi soffre di AR”. [16]

Com’era strutturata questa dieta? Era quasi vegetariana: tutti i grassi dovevano essere di origine vegetale, il rosso dell’uovo era vietato e i latticini venivano consumati solo se poveri di grassi. La carne era ammessa massimo due volte alla settimana.

Se vi chiedete come mai fosse importante eliminare soprattutto il TUORLO delle uova, la risposta è che si tratta di uno dei cibi con le quantità più elevate di acido arachidonico (AA).

I cibi animali contengono in abbondanza questa sostanza infiammatoria. L’AA si concentra nei grassi animali e attraverso un processo di ossidazione crea una vera e propria cascata infiammatoria nel nostro corpo. Questo acido appartiene alla famiglia degli Omega6 e nella sua versione alimentare NON è essenziale per noi esseri umani. Il nostro corpo, a differenza dei veri carnivori, non ha bisogno di ottenerlo da carne, uova & Company, perché è in grado di produrre da solo tutto quello di cui ha bisogno.

 

3 inverni senza dormire la notte per un dolore lancinante fra spalla e braccio.
Solo d’inverno, forse l’umidità non saprei dire.
Unica soluzione mi avevano detto un intervento al tunnel carpale (quasi sicuramente un’ipotesi senza la certezza che avrei risolto)
Ho smesso di mangiare carne e derivati ed è tutto sparito.
Dopo 5 anni quel dolore resta solo un ricordo.
Viva la dieta vegana!”      Rita

Valori di acido arachidonico di alcuni cibi animali [17]

Due etti di coscia di pollo                              145 mg

Due etti di prosciutto                                     125 mg

Tuorlo d’uovo bollito                                       80 mg

Un litro di latte intero                                     54 mg

Un etto di formaggio (tipo gorgonzola)       38 mg

15 g di burro                                                     18 mg

Un rosso d’uovo bollito, per meno di 20 g di peso, ne contiene circa 80 mg. [17] Se teniamo presente che oltre a frittate e uova strapazzate, le uova sono contenute nella maggior parte dei dolci da forno e da cucchiaio, nella maionese, nei cibi fritti ed impanati, nei torroni e in molti altri prodotti e dolciumi confezionati (sotto forma di uova disidratate), capiamo quanto sia facile assumerne grandi quantità senza neppure rendersene conto.

Secondo l’Istituto Nazionale americano per il Cancro [18] i cibi che più contribuiscono ad apportare questo acido in una tipica dieta occidentale sono, nell’ordine:

  1. Pollo e pietanze contenenti parti di un pollo
  2. Uova e pietanze contenenti uova
  3. Carne di manzo e pietanze contenenti queste carni
  4. Salsicce, bacon, costine ed altre carni di maiale
  5. Alcuni pesci e pietanze che ne contengono

 

Quanto acido arachidonico si trova invece in un etto di funghi? Zero.

Quanto in un chilo di zucca? Zero.

In 150 g di riso? Zero.

15 g di lenticchie? Zero.

150 g di spinaci? Zero.

 

Forse però bisogna stare attente alla frutta acida. Proviamo a vedere.

Contenuto di AA in un limone? Zero.
100 g di mandarini? Zero.

“Io soffrivo da sei anni di artrosi cervicale, ernie e sciatalgia lombare… Ogni mattina il risveglio era un incubo… Mi sembrava di essere divisa in pezzi e di dovermi ogni giorno ricomporre… Poi, magicamente, da quando sono vegana mi sono spariti!!” Carlotta

PESCI, OMEGA 3 E ARTRITE REUMATOIDE

Andando a logica, una dieta ricca di Omega3, un acido grasso dall’effetto anti-infiammatorio, dovrebbe essere molto protettiva per quanto riguarda l’artrite. Le prove in effetti continuano ad accumularsi al riguardo.

Per uno studio svedese del 2013 sono state seguite migliaia di donne e la loro dieta per decenni. Anche a parità di età e altre variabili, le donne che consumavano più Omega3 il giorno, soprattutto se da più anni, avevano un rischio anche del 50% in meno di sviluppare l’artrite, rispetto a chi ne consumava di meno. [20]

Non vi è dubbio che in generale il consumo di pesce sia inversamente associato a questa malattia ma anche se mangiare pesce è la prima cosa che viene in mente quando si pensa agli Omega3,  i ricercatori svedesi dovettero concludere che era l’apporto di Omega3, e non necessariamente il consumo di pesce, ad avere un effetto positivo nel prevenire questa malattia.

Ciò di cui abbiamo bisogno non è il pesce di per sé, né il suo colesterolo, i suoi grassi saturi e la sua sofferenza,  ma di questi acidi grassi presenti abbondantemente anche in natura, come vedremo meglio nel capitolo sull’obesità.

Cos’altro hanno i cibi animali, da renderli così nefasti per chi soffre di questa malattia? Molto colesterolo.

Uno studio finlandese su quasi 25.000 donne seguite per ben vent’anni ha notato che quelle fra loro con il colesterolo più alto avevano anche una probabilità del 20% più elevata di sviluppare negli anni artrite reumatoide. [22]

Dopo aver scoperto questo nesso, alle donne con l’artrite viene bonariamente consigliato dai ricercatori di “tener controllati i propri valori di lipidi nel sangue” mentre “aspettiamo altre ricerche sul nesso tra infiammazioni e colesterolo”.

Per la serie: “Aspetta, spera e mangia come vuoi nel frattempo”.

Sicure che non possiamo fare niente di meglio che aspettare passivamente? Cerchiamo un altro frammento. Cosa viene dato sempre di più agli animali d’allevamento oggi, per tenere a bada le tante infezioni?

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  1. Flora batterica, antibiotici & Artrite r.

 

Devo ancora trovare una persona con l’artrite reumatoide che non abbia mai preso molti antibiotici”.                          Robert Morse, naturopata igienista

 

Il signor Morse non è l’unico a pensarla così. È ipotesi piuttosto recente che l’artrite reumatoide possa in effetti essere collegata a una flora batterica non più in grado di debellare batteri nemici, lasciando campo libero alle infiammazioni. Dato che per ora queste riflessioni si basano su esperimenti fatti sui topi e quindi non hanno alcun valore per noi donne, mentre aspettiamo ricerche sugli umani mettiamo insieme qualche dato…

Si sa per ora che avere elevati livelli di alcuni anticorpi sia associato ad artrite reumatoide precoce RF-positiva. [27]

Uno studio che ha testato una dieta vegetariana su pazienti artritici ha notato una cosa interessante: a differenza del gruppo che seguiva una tipica dieta onnivora, i vegetariani avevano visto “una significativa riduzione di questi livelli di anticorpi” e un riequilibrarsi della loro flora batterica. [28]

Si è sempre saputo che cambiare tipo di alimentazione modifichi nel lungo periodo la flora batterica intestinale, o “microbioma”.

Quello che ora si sa con certezza è la brevità con cui questa modifica avviene: già nel giro di 24 ore chi passa a una dieta vegetariana ha nell’intestino batteri completamente diversi, e più salutari per noi. [29] In pratica, nel cambiare la nostra alimentazione, i batteri che vivono dentro di noi sono costretti a modificare il loro modo di trovare energia per sopravvivere, e questo ha delle conseguenze sulla nostra salute.

Per esempio, i ricercatori hanno notato che nel passare a una dieta priva di cibi animali, in poco tempo le colonie di batteri si mettono a produrre degli elementi (come l’acido butirrico) in grado di proteggerci dalle infiammazioni e pare anche dal tumore al colon.

Al contrario, con una dieta “carnivora”, ecco che la flora batterica si modifica in peggio. [29]

Cosa troviamo nella carne e nei prodotti animali da allevamento, pesce compreso, che può essere così nocivo per la nostra flora intestinale? Oltre a troppe proteine, questi cibi contengono sempre più antibiotici, i peggiori nemici della flora batterica. Tutto torna…

La resistenza agli antibiotici è uno dei problemi di salute pubblica più urgente di oggi”, afferma il Centro americano per il Controllo delle malattie (CDC). Gli antibiotici hanno sempre meno effetto su alcune malattie.  Come fanno gli esseri umani a infettarsi con i batteri resistenti agli antibiotici degli animali?   Tra le altre cose, spiegano gli esperti: toccando o mangiando carne e prodotti animali crudi o poco cotti

(www.cdc.gov/narms/faq.html)

 

ghirigoro

  1. Dieta vegana, fibre, potassio & Artrite R.

“Ho sofferto per 5 anni di un’artrite alle articolazioni delle dita, poi ai piedi e infine a un ginocchio. Ho camminato per diversi mesi con le stampelle e preso un’infinità di farmaci cortisonici. Alla fine, dopo essermi documentata, ho deciso di abbandonare i farmaci gradualmente e passare a un’alimentazione vegana. Dal 2009 l’artrite è in remissione totale…” Adele S.

 

La gotta, o “artrite gottosa”, è un tipo di artrite molto dolorosa che da sempre è stata associata alle diete dei ricchi, tanto che Ippocrate l’aveva definita “la malattia dell’opulenza”. Ne soffriva il re inglese Enrico VIII e ne hanno sempre sofferto i grandi mangiatori di carne. Il nesso tra acido urico, prodotti animali e problemi alle articolazioni è sempre stato chiaro, ma servivano dati statistici affidabili per confermarlo.

Uno studio del 2017 ha confermato l’importanza della dieta soprattutto per migliorare la rigidità mattutina. Più di 150.000 infermiere americane sono state seguite per decenni. Nessuna di loro all’inizio soffriva di artrite reumatoide da giovane. Chi di loro l’ha sviluppata negli anni? Quelle che mangiavano… peggio.

Una dieta più salutare è associata a un rischio ridotto di Artrite Reumatoide dai 55 anni in giù”, hanno concluso i ricercatori.

Qual è questa dieta? Per capire se i partecipanti mangiassero più o meno sano hanno usato il famoso indice HEI (Healthy Eating Index).  Più alto era il punteggio (ovvero, più frutta e verdure consumavano, più cereali integrali, meno sale e grassi ecc.) e meglio stavano. [30b, 30c]

Per iniziare: cosa contengono i prodotti vegetali che quelli animali non hanno e di benefico per la nostra flora batterica?   Le FIBRE.Cattura.JPG

Recentemente si è visto che chi consumava più fibre di tutti aveva un rischio più basso anche del 60% di sviluppare artrite al ginocchio (studio Framingham). [29b]

Le fibre aiutano a diminuire i livelli di proteina C-reattiva nel sangue (una proteina prodotta dal fegato durante uno stato infiammatorio), quindi a diminuire i livelli di infiammazione, oltre ad aiutare i batteri amici nell’intestino. [21]

  1. Viene testata una dieta vegana per quattro settimane in uno studio clinico su 24 pazienti affetti da artrite reumatoide. [30] Dopo solo un mese, tutte le misure della sintomatologia dell’artrite, tranne una, erano diminuite in modo significativo, e le proteine collegate alle infiammazioni del corpo (proteina c-Rp) erano diminuite del 16%.

Troppo poco un solo studio come prova? Nessun problema. Non due, non tre ma ben altri sei studi scientifici e clinici anche di lunga durata, hanno ormai mostrato i grandi benefici delle diete vegane e vegetariane per i pazienti che soffrono di R.A. [31-36] Come riassumono le nutrizioniste Davis e Melina nel libro “Becoming Raw”, i partecipanti in questi studi hanno riportato riduzioni notevoli sia nel gonfiore degli arti, nel dolore, nella rigidità mattutina nonché nella riduzione dell’immuno-reattività ad alcuni antigeni presenti nei cibi. [37]

Controprova? Una volta ritornati a diete onnivore, ecco che i sintomi si riaggravavano. Queste diete vegetariane non erano tutte uguali però. Alcune erano state precedute da un breve digiuno di qualche giorno.

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“Io, a causa dell’artrite reumatoide, non camminavo più. Facevo delle terapie davvero pesanti. Ero completamente infiammata. Dolori lancinanti. La scelta vegana mi ha salvata, davvero. Soprattutto dopo aver abbandonato i latticini. Ho riniziato a camminare. Non ho più dolori se non lievissimi. Sono vegana da più di sette anni. Sto bene, sono felice, felice della mia scelta di vita che, oltretutto, avevo fatto per motivi etici ma che, come conseguenza positiva, mi ha riportato alla salute”     Rosy

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Ma andiamo a leggere una recensione sistematica della letteratura: “L’evidenza disponibile mostra che un digiuno prima di una dieta vegetariana possa essere utile per trattare l’artrite reumatoide”. [38]

In uno studio del 2015 su 600 persone si è visto che i partecipanti che hanno seguito le diete vegane per tre settimane avevano visto ridurre la proteina C-reattiva. Meno infiammazione nel corpo. [44]

Altre diete erano al 100% crudiste, cioè diete che, rispetto a quelle vegane tradizionali, sono ancora più povere di grassi, prive di glutine e ricche di antiossidanti, cibi alcalinizzanti, betacarotene, fibre e POTASSIO. Proprio quest’ultimo elemento sembra fare una grossa differenza per chi soffre di questa debilitante malattia.

Grazie ai risultati di uno studio clinico randomizzato, controllato, con gruppo placebo e doppio cieco (può bastare? ) si è notato che i pazienti con R.A. hanno visto ridursi l’intensità del dolore e il progredire della malattia, integrando la loro dieta con del potassio. [39]

Ben 6500 mg al giorno di questo nutriente ed ecco che tornava ad aumentare la circolazione degli ormoni glucocorticoidi (quelli che sopprimono le infiammazioni). Il consiglio finale di questi studiosi non è stato però quello di cominciare a dare integratori di potassio a tutti gli ammalati ma di “includere molte più verdure a foglia verde” nella loro dieta.

I vegani, guarda caso, non hanno nessun problema ad ottenere buone quantità di questo minerale, di cui è ricchissimo il mondo vegetale. [40, 41]

Mettiamo insieme tutti questi dati. Non vi pare che ci sia sufficiente evidenza scientifica per suggerire a chi soffre di questi dolori un cambio di dieta che escluda i cibi animali?

Eppure a quasi nessuna donna che soffre di artrite reumatoide viene accennata questa possibilità…

O almeno così era fino a pochi anni fa.

Le cose per fortuna stanno cambiando.

(E se siete curiose di vedere cosa propongono certe Fondazioni per l’Artrite, o certi siti di potenti farmaci per l’artrite, leggete QUI  cosa è successo quando le ho contattate e come sono cambiate le cose 🙂 )

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FONDAZIONI E COLOSSI FARMACEUTICI: PAPPA E CICCIA?

La Arthritis Foundation, la più grande fondazione americana no-profit che ha come missione migliorare la vita di chi soffre di questa malattia, dava questa scoraggiante notizia sul suo sito, nel 2013:

Non esiste una dieta specifica che la gente con l’artrite reumatoide dovrebbe seguire”. [43]

Detto in questi termini non è una falsità. Non si può promettere che una dieta vegana o crudista garantisca una guarigione o un significativo miglioramento dell’artrite. Mi è parso scorretto però che nel loro articolo sulla dieta per l’artrite [24] parlassero subito dei

Il silenzio aiuta solo l’oppressore. Anche voi fate andare la lingua!

_________________________________-

Materiale tratto dal libro  “LA SALUTE DI EVA” di Aida Vittoria Eltanin, disponibile in cartaceo ed ebook su Amazon.
Trovate QUI tutte le fonti bibliografiche citate nell’articolo.
Ogni riproduzione di questo articolo è libera, citando la fonte.

AVVISO IMPORTANTE:  Sebbene sia stata usata la massima cura nella ricerca delle informazioni e degli studi scientifici di riferimento, gli studi in questo campo sono in continua evoluzione ed errori di tipografia, inesattezze e omissioni sono possibili. I pareri personali espressi dall’autrice Aida Vittoria Éltanin (E.V.A.) in nessun caso possono sostituire le opinioni di un medico o di uno specialista in nutrizione.

 

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