La Salute di Eva: Acne, psoriasi e latticini

acne.JPG

 

Avviso Importante: Questo articolo è una raccolta di notizie e dati a scopo esclusivamente informativo. Prima di apportare cambiamenti alla vostra dieta e stili di vita e per qualsiasi problema specifico di salute, si raccomanda di consultare sempre un medico specialista o un nutrizionista, soprattutto se assumete medicinali. Le informazioni dell’articolo sono condivise con il presupposto che non costituiscono né hanno la pretesa di essere consiglio o prescrizione medica o specialistica di diete o trattamenti, o suggerimenti e consigli di profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute, o aventi finalità di cura.

DIFFUSIONE GLOBALE DELL’ACNE [1-5]

Maglia nera

Tutti i paesi occidentali – Stati Uniti in cima alla lista

Medaglia d’oro

I paesi non occidentali. Assenza totale di acne riscontrata tra le popolazioni tribali Kitawan della Papua Nuova Guinea. Prevalenza inferiore tra gli abitanti nativi del Perù, nei Bantu del Sud Africa, nelle popolazioni di villaggi africani del Kenya e dello Zambia e in alcuni villaggi rurali della valle Purus in Brasile (solo il 3% degli adolescenti diagnosticato con acne, rispetto al 25-80% circa nei paesi occidentali).

RAPPORTO MASCHI : FEMMINE [1]

1 : 1  durante l’adolescenza

1 : 1,5-2,5  dai 20 anni in su (più sale l’età, più sale il divario)

OSSERVAZIONI EPIDEMIOLOGICHE:

* Molte delle popolazioni nelle quali non è stato riscontrato alcun caso di acne non consumavano o non consumano per tradizione latte di mucca e i suoi derivati. [5]

** L’acne è molto più comune tra i maschi bianchi che non tra gli uomini di origine africana. [6]

ghirigoro.JPG

INDIZIO N. 1: LATTE, DIETA E ACNE

Nel 2004 feci una dieta dimagrante che prevedeva molti cereali, formaggio tutti i giorni a pranzo e yogurt la mattina e mi riempii di un’acne violentissima che ho sconfitto in due lunghi anni. Da quando sono vegetariana, quasi vegana, non ho più problemi di acne, solo dei brufoletti pre-ciclo. ” Martina 

“La mia pelle è nettamente migliorata da quando ho eliminato tutte le proteine animali. C’è ancora da ripulire però, ma per i primi mesi posso dire voto: 7+. Poi con il passare del tempo i brufoletti si manifestano in sempre meno zone e il tutto è sempre più circoscritto”. Ylenia R.

Fino a vent’anni fa, i dermatologi non hanno considerato seriamente il nesso tra la dieta e l’acne. In un’enorme recensione di tutti i 274 studi clinici effettuati sull’acne, ne venne trovato solo UNO che prendeva in considerazione il nesso con la dieta. [7, 16]

Eppure più della metà delle persone che soffre di acne ha sempre saputo che l’alimentazione influenzava questo problema. Quando infatti veniva chiesto loro se sospettavano un nesso, la risposta negli studi era invariabilmente “SÌ”, in qualsiasi nazione fosse posta la domanda. [2]  Vediamo qual è il nesso più forte dai dati più recenti.

I primi indizi contro il latte ci sono giunti dal famoso Studio delle Infermiere americane: The Nurses’ Health Study. [15]

Nel 2005, quasi 50.000 infermiere hanno compilato questionari relativi alla dieta che avevano seguito alle scuole superiori. Alcune di loro avevano una storia di acne diagnosticato, altre no. A parità di età, peso, apporto calorico, arrivo del menarca e altre variabili confondenti, il risultato è stato netto:  “È stata trovata un’associazione positiva tra l’acne e il consumo totale di latte, soprattutto per il latte scremato. Ipotizziamo che sia per via di ormoni e molecole bioattive presenti nel latte”.

acne-1606765_960_720.jpgLe infermiere che da ragazze bevevano più latte scremato avevano quasi il 50% in più di probabilità di aver ricevuto diagnosi di acne, rispetto a quelle che non lo consumavano o lo consumavano meno.

Un’associazione più leggera venne trovata anche per i formaggi morbidi, spalmabili e freschi più tipici inglesi (cottage cheese, cream cheese): più venivano consumati, più si manifestava l’acne.

Ad Harvard in quegli stessi anni era stata osservata la dieta di più di 6.000 ragazze adolescenti, per valutarne il nesso con l’acne. Dopo quattro anni di monitoraggio si osservò che anche a parità di età, totale calorico e uso di contraccettivi, il nesso tra acne e consumo di latte era anche in questo caso molto forte. Chi ne beveva di più (più di 2 porzioni al giorno), aveva più acne rispetto a chi ne consumava < 1 porzione A SETTIMANA. [17]

All’inizio si pensò che la colpa fosse dei grassi saturi contenuti nel latte e nei formaggi. Si era sempre saputo che i cibi grassi non facessero tutto questo bene alla pelle. [6, 18]
Era forse quello il grasso il colpevole?

Furono eseguiti altri studi su 4.000 ragazzi adolescenti. Le conclusioni furono molto simili. I ragazzi con più acne consumavano più latte. [19] Quale latte però?

Come per le infermiere, quello scremato, cioè il più magro di tutti!

Se non sono i grassi, cos’altro contiene il latte (anche biologico)?

Diversi metaboliti degli estrogeni biologicamente attivi (EM), ovvero degli ormoni sessuali. Mentre è il latte parzialmente scremato a contenerne di più nella forma libera, (cioè più attiva) è proprio il latte scremato a contenerne di più in termini assoluti. [20, 21]

Questo ha portato gli studiosi a concludere che “i livelli relativamente alti di questi estrogeni naturali attivi trovati nei latticini supportano la teoria che il consumo di latte sia una fonte di metaboliti di estrogeni (EM) e che la loro ingestione possa avere un’influenza sul rischio di tumori”.

  1. I dati di centinaia di adolescenti e giovani adulti con acne mostrano ancora una volta un’associazione positiva tra il consumo totale di latte e la presenza di acne. Chi più ne beveva, soprattutto del tipo scremato, aveva una probabilità maggiore di avere acne, rispetto a chi ne beveva di meno di 3 porzioni a settimana, o non ne beveva… [24]

Prima di approfondire il discorso ormonale, c’è qualche altro cibo, oltre al latte, che potrebbe avere un forte ruolo nell’acne?

Un gruppo di adolescenti australiani con acne è stato messo a dieta. Hanno dovuto aumentare di molto il loro consumo di frutta e verdure, di legumi e di cereali integrali. Nel frattempo dovevano cercare di ridurre o eliminare i prodotti ad alto indice glicemico. [26] Dopo solo tre mesi la metà di loro ha notato una forte riduzione dell’acne. Possiamo solo immaginarci come sarebbe andata se avessero eliminato del tutto anche i latticini…

Che diminuire i cibi ad alto indice glicemico faccia bene è il secondo dato che ha una sua validità scientifica, oltre all’eliminazione del latte, come spiega una recensione di tutta la letteratura scientifica a riguardo uscita nel 2009. [7]

Nel 2013 è uscita un’altra recensione di tutta l’evidenza medica sul rapporto tra dieta e acne. [10]  La ricerca supporta l’associazione tra il consumo di latticini e l’acne, un’associazione che è in assoluto “la più consistente, paragonata alle ricerche presentate sul nesso con i cibi ad alto indice glicemico, i cibi grassi o gli acidi Omega3”.

Cosa resta da capire meglio? Se il colpevole nel latte sia uno solo o una sinergia di più ormoni e proteine contenuti al suo interno.

Le nostre credenze, profondamente radicate, sulla salubrità del latte e dei latticini andrebbero riconsiderate sotto attenta valutazione scientifica. Il consumo di latte di mucca interferisce con il sensibile network endocrino dalla vita fetale fino alla tarda età. Soprattutto il suo consumo in gravidanza andrebbe attentamente rivalutato. Per via dell’effetto promotore di tumori dell’ IGF-1, i pazienti con tumori dovrebbero limitare il consumo di latte e delle proteine del latte, così come le persone con una storia familiare di malattie coronariche e neurodegenerative

                                      Prof. B. Melnik, Ricercatore universitario


INDIZIO N: 2: 
Igf-1, LATTE, ORMONI E ACNE

 

“La mia pelle, ora che sono passata a una dieta vegana ricca di frutta, è vellutata come una pesca.” Susanna C.

“Io ho sofferto di acne per tanti anni, anche oltre i 30. Mi rifiutai, dopo troppi mesi di pillola e cure fallimentari, di avvelenarmi nuovamente con una cura bomba. Il mio naturopata cinese mi consigliò la sera di cenare con sola frutta e iniziai a mangiare crudo anche a colazione, oltre a seguire per il resto una dieta vegana. Che dire… l’acne dopo anni è scomparsa e non è più tornata. La mia salute è nettamente migliorata.” Robi

ACNE in greco significa “punta” ma anche florescenza, crescita.

Che gli ormoni abbiano un forte ruolo nella comparsa dell’acne è evidente. Da decenni alle ragazze con acne viene consigliata la pillola anticoncezionale per abbassare gli androgeni, ridurre la produzione di sebo e andare a bilanciare un evidente squilibrio ormonale.  Anche a me fu proposta la stessa cosa, molti decenni fa, oltre agli antibiotici.

Oltre agli ormoni sessuali che troviamo anche nei latticini, un altro indiziato è stato identificato nel componente attivo dell’ormone della crescita, IGF-1 (Insulin-like Growth Factor 1/Fattore di crescita insulino simile). [5, 23]

Questo ormone è molto simile all’insulina, ma è prodotto principalmente dal fegato specialmente da bambini e durante l’adolescenza, per aiutarci a crescere. Il nostro fegato sa quanto produrne quando ci serve. Il problema però, come spiega uno dei maggiori esperti in nutrizione, il Dottor Michael Greger, è che ormai gli stiamo facendo arrivare sempre più proteine, come tanti pezzetti di Lego con i quali si mette a costruire un po’ di tutto. [40]  Quando ve ne è troppo in circolazione nel sangue, rischiano di crescere e duplicarsi velocemente le cellule che non dovrebbero, come quelle tumorali del seno (per le donne prima della menopausa), ma anche di pancreas, colon-retto e prostata, e soprattutto si rischiano maggiormente le temibili metastasi.  [30-37]

Non a caso, una caratteristica che hanno in comune le donne centenarie è proprio quella di avere livelli più bassi di IGF-1. [39]

Quali proteine in eccesso però sono nocive? Il nesso è stato notato con il consumo di proteine ANIMALI. [41] Quale cibo in particolare?
Il latte di mucca. [42-45]

Dopo tutto, il latte è l’alimento principale per far crescere il vitellino. Un ormone della crescita è quindi naturalmente presente nel latte animale.

L’IGF in eccesso pare stimolare le nostre ghiandole sebacee, che sono ormono-sensibili, oltre a stimolare la crescita dei follicoli e la produzione di ormoni maschili nelle ovaie.

Uno di questi ormoni, presenti nel latte, è il precursore di DHT, un tipo di testosterone che stimola un’eccessiva produzione di grasso e che è stato descritto come “il maggiore stimolatore di acne”. [25]

Ovviamente non è solo il latte a contenere ormoni vari. I prodotti che contengono grandi quantità di latte, come il burro e certi formaggi, ne hanno ancora di più, come potremo vedere nell’approfondimento sul tumore al seno.

Anche una recensione di tutta la letteratura sul tema e una meta-analisi, nel 2009, ha concluso dicendo che “l’evidenza scientifica fino ad oggi suggerisce che il consumo di latte possa aumentare i livelli di IGF-1 in circolazione nel sangue”. [46]

Da un punto di vista chimico, l’IGF-1 degli umani è identico all’IGF-1 prodotto dalle mamme mucche. [38, 49] Non ha quindi importanza che il latte di mucca sia biologico o meno. Entrambi lo contengono. L’IGF-1 si trova anche nel latte di pecora e di altre femmine animali, e non fa differenza neppure che sia crudo o cotto: la pastorizzazione non pare disattivare questo gruppo di ormoni. [50]  (Un tipo di latte che NON contiene IGF-1?  Tutti i latti vegetali…   Il latte di soia o di mandorle, ecc. non contengono inoltre metaboliti degli estrogeni… [7b] ).

soy-milk-2263942_960_720.jpg

Occhio anche alla dieta della futura mamma. Nel 2013 sono usciti i risultati di uno studio che ha seguito per 20 anni i bambini di donne la cui dieta era stata monitorata in gravidanza. Come si sospettava, i bambini delle donne che avevano consumato più di 150 ml di latte al giorno avevano livelli più alti di ormone della crescita (IGF-1) rispetto a quelli nati da mamme che non bevevano latte o ne avevano bevuto meno. [48]

Come spiega il Comitato per una Medicina Responsabile (PCRM) è proprio il consumo di latte e latticini che contribuisce al maggiore apporto di estrogeni nella dieta umana. (60-70%). [22]

Questi livelli non hanno niente a che vedere con le quantità che si trovano in certi farmaci a base di estrogeni, ma sono quantità comunque significative e di cui non si conosce l’effetto nel lungo termine.

Chi ha livelli di IGF-1 più bassi?  Grazie al grande studio Epic-Oxford sappiamo che le donne vegane (e gli uomini) hanno in media livelli più bassi di IGF-1, rispetto alle donne onnivore e vegetariane. [42, 47]

Viene proprio da dire, usando le parole del ricercatore Melnik B. che “le osservazioni della biologia molecolare, supportate da studi epidemiologici, smascherano il consumo di latte come promotore di malattie croniche delle società occidentali”. [23]

Sono riuscita a convincere mia figlia quattordicenne a non mangiare i latticini e il miglioramento è notevole. Ancora non del tutto, ma dopo 3 mesi sta già molto, molto meglio”. Ilaria

INDIZIO n. 3:  PSORIASI E CIBI ANIMALI

Cercare nella pelle la causa della psoriasi è come guardare la punta dell’iceberg pensando che ne rappresenti tutta la struttura

Dr. J. Pagano – Healing Psoriasis: the natural alternative

DIFFUSIONE GLOBALE [B, C, Q]

Maglia nera

Nazioni più distanti dall’equatore (Norvegia, Europa del Nord) – Persone dalla pelle bianca e la carnagione chiara e/o i capelli rossi (caucasiche).

Medaglia d’oro

La psoriasi è rarissima tra gli Aborigeni australiani, gli Indios delle Ande, gli asiatici (Giappone e Taiwan), gli africani (Tanzania, Egitto) e in centro America (Guatemala, Honduras).

ghirigoro

Vi è un nesso tra livelli insufficienti di vitamina D e psoriasi. [A] La vit. D è un ormone che il corpo produce quando siamo esposti al sole. Il maggiore esperto di vitamina D al mondo, il dottor Holick, ha più volte ribadito l’importanza del sole (o della vitamina D in integratore) per risolvere la psoriasi. [D]

Cos’altro si potrebbe fare però, oltre a non aver paura di questa stella radiosa?

L’esperienza ha evidenziato che le diete vegetariane aiutano a migliorare la psoriasi grazie alla ricca presenza di potassio, un minerale alcalinizzante e ricchissimo in frutta e verdure. [N, O] Per esempio, il chiropratico J. Pagano, esperto in materia ed autore del libro “Guarire dalla psoriasi – L’alternativa naturale”, consiglia una dieta basata largamente su frutta e verdure. [A] Cibi tabù? Quelli fritti, le carni rosse, le bevande gassate e i latticini grassi. [P] Molte persone dichiarano di averne ricevuto grande giovamento e non ci stupisce, visto che una dieta simile è già molto più salutare rispetto a una tipica alimentazione onnivora. [R]

Io sono stata allattata con latte artificiale a base animale e ho sempre mangiato carne e latticini. Soffrivo di colite e ho sempre mangiato poca frutta e verdure. Anche mia mamma non era troppo in salute, stitica e altro. Ho iniziato ad avere la psoriasi già a tre anni sulla pancia, poi sulle ginocchia, sotto le ascelle e negli ultimi anni in testa, ero piena. Passava in estate e tornava in autunno fino a giugno restava. Così per 19 anni. Sono diventata vegan a settembre 2002 e da quell’autunno non ho più visto la psoriasi. Sparita. Mai nemmeno un piccolo segnetto…”    Silvia

ghirigoro

Materiale tratto dal libro  “LA SALUTE DI EVA” di Aida Vittoria Eltanin.
Trovate QUI tutte le fonti bibliografiche citate nell’articolo.
Ogni riproduzione di questo articolo è libera, citando la fonte.

AVVISO IMPORTANTE:  Sebbene sia stata usata la massima cura nella ricerca delle informazioni e degli studi scientifici di riferimento, gli studi in questo campo sono in continua evoluzione ed errori di tipografia, inesattezze e omissioni sono possibili. I pareri personali espressi dall’autrice Aida Vittoria Éltanin (E.V.A.) in nessun caso possono sostituire le opinioni di un medico o di uno specialista in nutrizione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...