Le uova di galline del contadino: etiche o no?

L’immagine è una delle più idilliache, non si può negare:  un gruppo di galline libere e felici,  un giardinetto dietro casa in campagna, la mano di una bambina che cerca le loro uova sotto la paglia per poi metterle delicatamente in un paniere, e poi la nonna che utilizza sapientemente queste uova per farne una torta o una frittata per il pranzo della domenica.

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Tutto molto piacevole. Difficile immaginare che ci sia qualcosa che non vada, o che si possa usare la parola “sfruttamento” qui.
Molti vegetariani, ma anche alcuni vegani, considerano questo tipo di allevamento l’unico che offre garanzie di rispetto degli animali, e non giudicano quindi come problematico il consumo di uova derivate da questi ‘allevamenti’  privati.

Tanta virtù in un ‘SE’, diceva Shakespeare

Dal punto di vista animalista, c’è poco da criticare in apparenza:  spesso queste galline in effetti vivono bene, libere, all’aperto e felici.
Sicuramente molte di loro stanno meglio delle galline allevate “a terra” o con il “metodo biologico” in certi allevamenti, dove sono libere solo di nome, ma non di fatto, come ha mostrato l’investigazione dell’Associazione “Essere Animali” anche in Italia.

SE sono realmente libere di razzolare, SE non sono stipate tutte insieme in poco spazio,  SE sono curate quando stanno male, SE non viene loro tirato precocemente il collo per diventare brodo e carne lessata (ma i SE cominciano ad essere tanti, ne converrete),  allora in effetti c’è poco da dire, a livello etico, contro l’utilizzo di queste galline.

Detto questo, ci sono altre questioni meno piacevoli e poco etiche,  appena si razzola più in profondità…

Viene prima l’uovo, il pulcino maschio o la gallina?

Andiamo all’origine della questione: dove sono nate queste galline felici?
Da chi sono state acquistate?
Provate a chiederlo all’amico/vicino di casa/nonno che vi regala (o vende) queste uova nostrane. Spesso le pulcine sono arrivate da dove arrivano le stesse galline che finiscono negli allevamenti, e cioè da allevatori industriali (o amatoriali) di pulcini.

Queste galline, da piccole, saranno quindi state selezionate tra i pulcini più sani, dovranno essere per legge vaccinate, e non mostrare difetti morfologici (come le zampine rotte).
Un pò alla stregua degli allevatori di cani di razza, gli allevatori di pulcini hanno quindi bisogno di disporre di un grande numero di pulcine sane da poter vendere come future galline ovaiole.
Quando però si schiudono le uova (non sotto il tepore del corpo di mamma chioccia ma sotto le lampade di gigantesche incubatrici)  la metà dei pulcini che nasceranno saranno dei maschietti, e non tutte le pulcine saranno sane

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Ogni anno – solo in Italia – vengono uccisi  30 MILIONI di pulcini maschi e di pulcine “difettose” dall’industria delle uova.  Sono solitamente triturati vivi o gettati in enormi sacchi dello sporco, morendo soffocati o di fame, dopo atroci sofferenze (dato che nessuno li posa in questi sacchi uno ad uno, ma vi vengono gettati dall’alto, spesso spezzando loro le zampine e ferendoli).

Se avete cuore e fegato, potete guardarvi questa indagine di Mercy forAnimals in un allevamento di pulcini  – Attenzione: immagini forti.

Gallina nostrana = Uovo sano ?

Le uova di queste galline ruspanti e allevate dall’amico o parente di turno hanno quel “non so che” di rustico, genuino, tradizionale, SANO.
Sono veramente uova più salutari delle altre?
La prima domanda da farsi  è scoprire cosa mangino questi animali. Che siano ruspanti è una cosa, che mangino cibo salutare e biologico è un’altra.

Molto spesso, anche a queste galline vengono dati i mangimi ricchi di soia OGM, pesticidi & company, gli stessi che vengono suggeriti anche agli allevamenti più grandi, per farle crescere e produrre sempre più uova, nella stessa logica del profitto degli allevatori industriali.
Provate a chiedere al vostro fornitore di fiducia o parente:   “Che mangimi vengono dati a queste galline?”
Sentiamo per esempio il consiglio che viene dato loro dagli esperti, in una ‘guida all’allevamento domestico’:

Se vogliamo ottenere un numero elevato di uova è molto importante somministrare un mangime adatto per galline ovaiole
E cioè?   “Mangimi ad alto contenuto proteico e arricchiti con mais e soia”.

Sappiamo bene che la soia data agli animali, a differenza della poca utilizzata per gli esseri umani,  è quasi sempre  un alimento geneticamente modificato.

Ma mettiamo che le galline che usiate voi siano frutto di pulcine nate con amore e covati dalla mamma, che i pulcini maschi siano stati tenuti e cresciuti come galli, che tutti loro restino vivi fino a quando la natura lo vorrà e che come mangime vengan loro dati solo avanzi di qualità o mangimi biologici.
Per cosa utilizzate queste uova, una volta arrivate a casa?

L’utilizzo delle uova nostrane:  un circolo vizioso

Che le uova vengano da galline libere o meno l’utilizzo che se ne fa è identico.
La maggior parte delle uova in Italia vengono utilizzate  per:
Frittate
Dolci
Tiramisù
Impanare
Sorge spontanea la domanda: se un giorno in casa finiste queste uova,  se voleste fare la stessa torta, o la stessa frittata, cosa usereste?
In pratica, finchè manteniamo l’abitudine di cucinare con le uova, non impareremo mai quanto sia facile farne senza in cucina, e poi sarà gioco forza andare a comprare uova al supermercato quando ci mancheranno in casa e il contadino amico non ne avesse più.

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(Cotolanzane:  melanzane impanate senza uova ma con pastella di farina di ceci. Foto della food-blogger vegana Elena Pelò)

Non solo, anche ammesso facessimo con queste uova delle torte da dare ad amici, e non per mangiarle noi,  se  poi questi amici vi chiedessero la ricetta, o volessero una volta a casa farsi lo stesso piatto che gli avete preparato voi, scoprirebbero che nell’impasto è stato usato 1 uovo o 2, e gli servirebbe andare a comprarlo.
A loro  non importerebbe sapere da dove è arrivato quell’uovo.

Uno sfruttamento di piccola misura porta inevitabilmente ad uno sfruttamento che si espande, nel tempo, e non certo alla fine di tutto lo sfruttamento, perché è il concetto di partenza che non porta a nulla di buono…

Uova nostrane  =  una scelta salutare?

Per finire, se fosse perlomeno provato che le uova siano un alimento indispensabile e benefico per la nostra salute, allora si potrebbe considerare la necessità di valutare questi sistemi produttivi.

Come ho mostrato citando vari studi nel libro La Salute di Eva, sempre più ricerche su migliaia di persone mostrano come il consumo di uova, dei loro grassi e delle loro proteine, sia associato a maggiore rischio coronarico, a insufficienza cardiaca, diabete, aumento delle placche nella carotide, aumento del rischio cardiovascolare, dello stress ossidativo, del colesterolo cattivo ecc., soprattutto per le donne già diabetiche o per chi è già a rischio di malattie cardiache.

Potreste ribattere di NON essere a rischio, di godere di ottima salute, quindi perchè preoccuparsi di un ovetto o due o tre a settimana?
Come però ricordano i maggiori esperti un materia:  “Trovatemi una persona che NON sia a rischio di malattie cardiovascolari oggi“…

Dato che queste sono malattie che quando arrivano spesso non danno una seconda chance per riparare il danno, o neppure il tempo di dire addio a chi amiamo, forse varrebbe la pena stare più in campana e non sentirsi così “a prova di uova”,  considerato il loro altissimo apporto di colesterolo, i loro grassi saturi, tutto il loro acido arachidonico e l’assenza di fibre…

Non a caso, in base a tutta l’evidenza accumulatasi fino al 2010, tre famosissimi medici hanno osato dire apertamente che “smettere di consumare uova dopo un ictus o un infarto del miocardio sarebbe come smettere di fumare dopo una diagnosi di tumore al polmone: un’azione necessaria, ma quando è già tardi”.

Insomma… delle uova possiamo fare a meno. Questo è l’unico dato di fatto chiaro in questa poco chiara vicenda. Le donne e gli uomini vegani, che pur non consumando uova e altri cibi animali mostrano in sempre più studi una migliore salute rispetto agli onnivori, proprio nel campo delle malattie cardiovascolari e del diabete, ci stanno mandando un messaggio che va ascoltato.

In passato le uova non erano affatto consumate ai quantitativi di oggi. Sono sempre state considerate un cibo dei ricchi o delle feste. Anche chi le aveva in giardino, le considerava una moneta di scambio per ottenere merci ben più preziose, come un paio di scarpe o dei vestiti per scaldarsi.   Le ricette vegane di torte, farifrittate e cibi impanati senza uova non sono una novità culinaria e stravagante di oggi ma ci arrivano fin dai tempi dei Romani e del Medioevo, quando tra un digiuno religioso e la povertà del popolo, era normale farne a meno a tavola.
Queste ricette antiche ci mostrano quanto le uova NON siano insostituibili in cucina.

In conclusione?

Non esistono galline dalle uova d’oro.
Non esiste un allevamento di animali che non causi sfruttamento, morte ed enorme sofferenza, fisica od emotiva.
Mentre le galline non hanno scelta, noi ne abbiamo una facilissima da fare: smettere di consumare uova.

Se non sapete come cucinare senza uova, eccovi una facile ricetta di FARIFRITTATA VEGANA, per 2 persone, direttamente da un ricettario che arriva dritto dall’Eden.:-)

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PREPARAZIONE  =  Fate una pastella mescolando insieme tutti gli ingredienti tranne la patata (ed eventuali erbe verdi o zucchine). Potete metterla in frigo per un’oretta per renderla più digeribile o cucinarla subito. Aggiungete alla pastella le patate che avrete cotto precedentemente e tagliate a cubetti o fettine, unitevi del prezzemolo o altre erbe aromatiche, gli spinaci o le zucchine, come preferite. Mescolate ancora.
Mettete dell’olio a scaldare in una padella anti-aderente.  Quando è caldo, versate la vostra pastella, mettete la fiamma al massimo e coprite il tutto con un coperchio per non far uscire il calore. Fate friggere per circa 1 minuto e poi, con l’aiuto di un piatto, girate la farifrittata e cuocetela dall’altra parte, sempre con sopra il coperchio. Dovrebbe diventare bella dorata e morbida.  Servitela con una bella insalata di campo, pomodorini e delle bruschette con sopra della crema di ceci.

Buon appetito!

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P.S.  Volete provare a mangiare senza uova ALMENO un giorno a settimana?
Imparare come sostituirle nei dolci e nei piatti salati?
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Siamo salpati il 1 settembre.
Ti aspettiamo ogni venerdi per darti due menù vegani e tante idee, supporto, giochi e consigli utili!

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