Sesso e dieta (part 2): i gioielli di famiglia. Tumore ai testicoli e alla prostata e il nesso con i latticini.

LATTICINI E GIOIELLI DI FAMIGLIA

Non c’è solo il problema della disfunzione erettile a preoccupare sempre più uomini occidentali onnivori. Tumore ai testicoli e tumore alla prostata sono in forte aumento e il nesso con i cibi animali – anche in questo caso – è sempre più evidente.

Vediamo i dati.

LATTICINI E TUMORE AI TESTICOLI

Andrea, 47 anni, sportivo, diagnosi di tumore ai testicoli:
Non capisco… Eppure non mangiavo quasi mai carne rossa, solo quella bianca. Un petto di pollo tutti i giorni. E prima la pasta con sopra il formaggio… E circa tre uova a settimana.”

Per quanto raro, questo resta il tumore più comune tra gli uomini occidentali più giovani ed è in aumento anche nei paesi in via di sviluppo. L’incidenza di tumore ai testicoli sta aumentando di circa il 3% ogni anno nei paesi europei.

Questo è un tumore dieci volte più comune in Svizzera che in Uganda; quattro volte più frequente in Inghilterra che in Cina. In pratica, dove più si consumano cibi animali, più è frequente trovare uomini a cui viene rimossa una parte importante del loro corpo.

Non è però la carne sul banco dei primi imputati. I paesi del Nord Europa, che indossano la maglia nera in questo campo, sono tra i paesi con i consumi più alti di latte, un alimento che contiene ormoni femminili.
Coincidenza?

Dall’Italia alla Cina fino agli Stati Uniti, la ricerca sta trovando un costante legame tra tumore ai testicoli, i grassi animali e saturi e il consumo di prodotti a base di latte vaccino. [1-4]

Per esempio, uno studio su 200 uomini inglesi, nel 1996, aveva già mostrato che quelli con tumore ai testicoli avevano bevuto significativamente più latte da adolescenti, rispetto alla popolazione di controllo senza tumore.

In uno studio più recente,  dai dati di 600 uomini con questo tumore, l’analisi di vari gruppi alimentari ha portato i ricercatori a trarre queste conclusioni: “I nostri risultati suggeriscono che un alto apporto di latticini, ed in particolare un alto apporto di formaggi è associato a un rischio elevato (quasi duplicato) di cancro ai testicoli nei maschi canadesi”.

Se ritenete che i gioielli di famiglia siano preziosi, forse è l’ora di lasciare gli ormoni femminili fuori dal vostro piatto…

pizza2desenzanino.jpgPizza con formaggio vegano 🙂 

 

 

 

 

LATTICINI E TUMORE ALLA PROSTATA

Cosa dicevano sempre le nostre nonne?
Carne, grassi e ormoni di Venere riducono la prostata in cenere“…

Forse non era proprio così il detto, ma è quello che vi direbbero oggi.
Partiamo dalla mappa del mondo e dai dati epidemiologici.
La prevalenza globale del tumore alla prostata ci offre un chiaro indizio: la sua incidenza è molto maggiore nei paesi occidentali che non in Asia o in Africa.

Solo 7 uomini su 100.000 ne soffrono in Senegal, ma saliamo a circa 100 in Austria, negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda. Cosa consumano molto meno di noi gli uomini africani? I latticini, soprattutto quello di mucca.

A conferma, dati che l’OMS ha raccolto in 59 nazioni hanno mostrato una correlazione tra il consumo pro-capite di latte e la mortalità per questo tumore. Anche in Italia è stata notata un’associazione simile. [5,6]

Ma veniamo a studi epidemiologici più recenti.

Stati Uniti, 2013. Per quasi 30 anni sono stati monitorati più di 20.000 medici e la loro dieta. Il titolo della ricerca dice tutto: “L’apporto di latte intero è associato alla mortalità specifica per tumore alla prostata tra i medici maschi americani”.

Non solo il latte intero ma anche formaggi e latte parzialmente scremato sono stati associati  in quello studio a rischi maggiori di questo tumore, tanto da far concludere ai ricercatori che “questi risultati aggiungono ulteriore evidenza scientifica per suggerire il ruolo potenziale dei latticini nello sviluppo e la prognosi del tumore alla prostata”.

Quale sostanza contenuta nei latticini sembrerebbe essere il maggiore nemico della prostata? I grassi saturi? Il colesterolo? Gli ormoni femminili?

A quanto pare è soprattutto il potere dell’ormone della crescita IGF-1 a fare la differenza, un ormone che promuove la crescita delle cellule cancerogene.

Come riporta il Comitato americano dei Medici per una Medicina Responsabile (PCRM), anche l’Istituto americano per la ricerca sul cancro ha detto che i latticini potrebbero “potenzialmente contribuire al tumore alla prostata”.
E quando arrivano a dire queste cose anche associazioni così influenti è perché il nesso comincia ad essere troppo evidente per continuare a rimanere in silenzio.

A quanti uomini con questa problematica viene detto di eliminare i cibi animali e di provare una dieta vegana, anche solo per un mesetto? Potremmo pensare che sia troppo tardi dirlo a una persona DOPO la diagnosi, quando ormai il danno è fatto, ma non è così.

Che la carne rossa insaccata faccia male e sia un riconosciuto cancerogeno è ormai fuori discussione ma un alimento che pare far aumentare il rischio di una maggiore progressione di questo tumore è ancora una volta di origine animale: la tanto glorificata carne bianca. Secondo uno studio del 2010, i consumi maggiori di carne di pollo con la pelle – rispetto a chi la consumava poco o non la consumava affatto – facevano aumentare più del doppio il rischio della progressione di questo tumore in chi già l’aveva. E negli uomini che più consumavano pollame con pelle e che erano ad alto rischio prognostico, il rischio di progressione o di recidive aumentava anche di quattro volte, rispetto a chi ne mangiava meno.

Un altro cibo animale che è stato associato ad un rischio aumentato di far progredire più velocemente questo tumore è ancora una volta il prodotto del ciclo riproduttivo di una femmina animale: le uova. Gli uomini che ne consumavano di più avevano visto raddoppiare il loro rischio, rispetto agli uomini che non ne consumavano affatto o che ne consumavano di meno.

Anche un altro studio del 2011, che sta seguendo da dozzine di anni quasi 30.000 professionisti, ha mostrato che chi consumava due uova e mezza in media a settimana, aveva molto più rischio di tumore LETALE alla prostata, rispetto a chi ne consumava meno di mezzo a settimana o a chi non ne consumava affatto.

Conclusione dello studio? “Il consumo di uova può aumentare il rischio di sviluppare una forma letale di cancro alla prostata tra uomini in salute”.
Frutta, verdura e legumi: gli amici della prostata

Ma parliamo di cibi preventivi ora.
Tra gli alimenti più salutari  si trovano ancora una volta la frutta, i pomodori e le sante crucifere (broccoli, cavolfiori ecc.).  Già uno studio su vegani e vegetariani degli anni ’80 aveva notato che vi era una relazione protettiva tra chi consumava “più agrumi, frutta secca, frutta disidratata e pomodori“.

Anche la salsa di pomodoro non è niente male, soprattutto per chi il tumore alla prostata l’ha già sviluppato ormai.  I pomodori contengono licopene, un antiossidante potente che si è visto aiutare a ridurre  i livelli di PSA dopo solo 3 settimane di intervento.
(E no, non funzionava allo stesso modo con il licopene preso come integratore).

Viva la pappa col pomodoro!

sughetto-mamma-pomodorini.jpg

Uomini vegani e tumore alla prostata

Chi ha mediamente livelli inferiore di IGF-1, non consuma carne bianca nè uova, nè latticini e consuma più frutta, più legumi ecc?
Gli uomini vegani.
Può essere che abbiano in effetti un vantaggio anche in questo campo?

Qualcuno ha cominciato a testare questa ipotesi clinicamente. Nel 2002 sono usciti i primi risultati di uno studio del famoso Dottor Ornish (il medico che ha aiutato Bill Clinton a passare a una dieta vegana per salvare il suo cuore malmesso).  Gli uomini con questo tumore che erano stati assegnati a seguire una dieta a base vegetale e povera di grassi avevano visto DIMINUIRE in media i loro livelli di antigeni PSA, al contrario del gruppo di controllo.

 

 

Cosa faceva la differenza?
Nei suoi studi con persone con casi avanzati di questo tumore, il Dottor Ornish ha visto che “chi aveva migliorato maggiormente il suo apporto di FIBRE aveva i risultati migliori di PSA. Chi invece aveva consumato meno fibre aveva i risultati peggiori“.

E le fibre esistono SOLO nei cibi vegetali.

Sembra proprio il caso di dire che mangiare ormoni femminili non è da uomo.
Gli ormoni animali è meglio restino dove sono fatti per restare: nel corpo di questi animali, non nel nostro.
E non serve mangiare vegano per chissà quanti mesi per vedere la differenza.
Ormai si è visto – durante un recente esperimento – che basta anche solo UN PASTO VEGETALE e si nota subito cosa cambia.

 

Un’ultima cosa va detta a questo proposito.
Tempo di parlare di piacere vero e proprio.

IL PIACERE? E’ NEL CERVELLO…

Molti uomini rifiutano una dieta vegana pensando che non proveranno piacere, che non sarà saporita a sufficienza. Preferiscono “godersela a tavola”…
Cosa aiuta il nostro corpo a provare piacere però?
A tavola sicuramente lo dobbiamo alle papille gustative, ma anche le nostre papille dipendono da una centrale operativa che gestisce la trasmissione del piacere in tutto il corpo: il cervello.

In particolare una zona del cervello adibita al rilascio di DOPAMINA, quel neurotrasmettitore che ci dice che stiamo facendo la cosa giusta, se stiamo soddisfacendo i bisogni principali del corpo. Se è così, il nostro corpo ci ricompensa facendoci provare piacere. Bene, questa zona del cervello purtroppo perde il suo equilibrio più alimenti molto salati o molto zuccherati consumiamo e più calorie ingeriamo.
Salumi e latticini sono guarda caso tra i cibi più salati e calorici e se mangiate poca frutta, la voglia di cibi zuccherati sarà per forza molto alta.
Come spiega l’esperto mondiale di nutrizione Michael Greger, questi alimenti quindi finiscono per far andare fuori fase quella zona del cervello e quindi noi riceviamo meno “piacere”.  Per provarlo dobbiamo dare sempre più grassi, calorie e zuccheri al cervello e ne nasce un terribile ciclo vizioso. Proprio come per i drogati.

Ecco perchè i bambini, ancora sani e puliti, godono con poco a tavola.
E gli adulti invece hanno bisogno di sempre maggiori stimoli.
Chi invece consuma più frutta e verdure (tra le 7 e le 8 porzioni al giorno), tende a sentirsi più felice. E ci sono studi interi a riguardo, non è solo un modo di dire.

Quando un corpo è più sensibile, basta MENO grasso e meno sale per godere di più.
E non solo a tavola, se avete seguito il discorso.

Insomma, a buon intenditore… buona cena vegana!

eden3

    1. https://youtu.be/gt9Z3iycVOk

[1]     Decarli A., La Vecchia C., Environmental factors and cancer mortality in Italy: correlational exercise, Oncology 1986; 43: 116-26.

[2]     Ganmaa D., Li X.M., Wang J., Qin L.Q., Wang P.Y., Sato A., Incidence and mortality of testicular and prostatic cancers in relation to world dietary practices, Int J Cancer 2002; 98: 262-7.

[3]     Muir C., Waterhouse J., Mack T., Powell J., Whelan S., Cancer incidence in five continents. Lyon: IARC, 1987.

[4]     Sigurdson A.J., Chang S., Annegers J.F., Duphorne C.M., Pillow P.C., Amato R.J., Hutchinson L.P., Sweeney A.M., Strom S.S., A case-control study of diet and testicular carcinoma. Nutr Cancer 1999; 34: 20-6.

[5]   Decarli A, La Vecchia C. Environmental factors and cancer mortality in Italy: correlational exercise. Oncology. 1986;43:116-126.

[6]   Talamini R, Franceschi S, La Vecchia C, Serraino D, Barra S, Negri E. Diet and prostate cancer: a case-control study in Northern Italy. Nutr Cancer. 1992;118:277-286.

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AVVISO IMPORTANTE

Prima di apportare cambiamenti alla vostra dieta e stili di vita e per qualsiasi problema specifico di salute, si raccomanda di consultare sempre un medico specialista o un nutrizionista, soprattutto se assumete medicinali (potrebbero doverveli ridurre!). Questo articolo è una raccolta di notizie e dati a scopo esclusivamente informativo. Le informazioni sono condivise con il presupposto che non costituiscono né hanno la pretesa di essere consiglio o prescrizione medica o specialistica di diete o trattamenti, o suggerimenti e consigli di profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute, o aventi finalità di cura. I pareri personali espressi dall’autrice Aida Vittoria Éltanin (E.V.A.) in nessun caso possono sostituire le opinioni di un medico o di uno specialista in nutrizione. Per trovare lo specialista più vicino a voi che supporti un’alimentazione senza prodotti animali e che possa creare una dieta bilanciata, adatta a voi e alle vostre problematiche di salute, vi consigliamo di visitare il sito www.scienzavegetariana.it e utilizzare il loro modulo di ricerca di professionisti competenti.

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