Vegani in Italia e nel mondo: in calo o in aumento?

Lo avrete sentito anche voi: Coldiretti ha affermato nei giorni scorsi che molti vegani si sarebbero “pentiti” della loro scelta e sarebbero tornati  a mangiare “carne, latte e uova”.

coldiretti

La notizia è ovviamente rimbalzata su tutti i social media ma da nessuna parte si riusciva a trovare lo studio Eurispes da cui questi dati sono stati presi.

Ho scritto quindi subito ad Eurispes di spedirmi gentilmente il sondaggio in questione e loro prontamente me lo hanno mandato.
Come c’era da immaginarsi, i dati possono essere letti in tutt’altra chiave, soprattutto quando uniti ai dati che arrivano sui vegani nel resto del mondo.

Primo dato chiaro: i vegetariani sono in aumento

Prima di tutto, il campione che Eurispes ha utilizzato non comprendeva i minorenni ed era composto da sole 1.101 persone. Non certo un numero elevato.
Oltre a dichiarare che il 6,2% della popolazione intervistata si dichiara vegetariana, mostrano subito che questo dato è in aumento rispetto all’anno scorso.
Una notizia che sui social invece non è minimamente trapelata.

Lo stesso Eurispes nell’introduzione spiega che queste scelte sono “fenomeni in crescita e non trascurabili“.

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Sì, il numero di chi si DICHIARA “vegano” al 100% è diminuito rispetto all’anno scorso MA la percentuale dei vegani è semplicemente ritornata ad essere quel 1% circa della popolazione che è stato in questi ultimi anni ma il totale tra vegetariani e vegani resta intorno al 7 o 8% della popolazione. Stessa cifra degli ultimi cinque anni, spiega Eurispes.

Non c’è quindi stato alcun crollo, non è vero che sempre più persone stanno tornando a mangiare “carne, latte e uova”… Sembra molto più sensato dire che sempre più persone hanno cominciato ad eliminare la carne, uova e latte ma senza necessariamente volersi definire “vegane” a tutti gli effetti, senza doverlo fare in maniera rigida ed essere giudicati dagli altri, ma comunque continuando ad eliminare prodotti animali.

Come facciamo a saperlo?

Secondo dato importante: l’aumento dei prodotti vegetali nella grande distribuzione

Oltre al fatto che tra vegani e vegetariani la percentuale è ancora la stessa degli anni passati (ma con i vegetariani in crescita!), c’è un altro dato importante a cui Coldiretti non ha stranamente voluto dare luce (come se rappresentasse solo i produttori di cibi animali e non tutto il mondo agricolo): il grande aumento di prodotti vegani nei supermercati e nei ristoranti.

Nello stesso sondaggio Eurispes si fa notare che su una ricerca dal portale Tripadvisor hanno notato che ben il 23% dei ristoranti recensiti propone piatti vegetariani e il 17% piatti vegani.  Eppure siamo solo l’1% della popolazione…
Come spiegano gli autori del sondaggio, “le proposte vegane non coinvolgono solo coloro i quali hanno optato quotidianamente per questi tipi di alimentazione“…
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Sempre a conferma del fatto che sempre PIU’ italiani stiano mangiando vegano, pur non essendo vegani al 100%, è la stessa Coldiretti a offrircelo.
Nel suo sito ricorda preoccupata che “il consumo medio annuo in Italia di carne (pollo, suino, bovino, ovino) è sceso ai livelli di 79 chilogrammi pro-capite, tra i più bassi in Europa“.  Per forza poi servono i “Bistecca Day” per rifarsi un po’ e convincere la gente a consumare un alimento che la stessa O.M.S. ha dichiarato cancerogeno e sempre più studi dimostrano essere associato a problemi di salute di ogni sorta, e all’inquinamento del pianeta.

Fruttariani: i nuovi estremisti (e va bene così)

Altro dato interessante: di tutti coloro che si sono dichiarati apertamente vegani o vegetariani nel sondaggio, un buon 23% ha dichiarato di associare a questa dieta anche un’alimentazione FRUTTARIANA, soprattutto al Sud e nelle isole!

Questo termine fino a qualche anno fa non era neppure menzionato ed è quindi interessante questo nuovo sviluppo.

Ovviamente Coldiretti non ha perso tempo per sparlare anche di questa dieta, definendo i fruttariani degli estremisti che “mangiano solo frutta caduta dagli alberi ma escludono limoni, kiwi e ananas“.

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No comment.
Voi ne conoscete qualcuno, esistono davvero?
Chi mi segue sa che mangio fruttariano a pranzo e a colazione da diversi anni ormai e sarei morta di fame ad aspettare di mangiare solo i frutti caduti dall’albero, e perché mai poi dovremmo evitare kiwi e limoni non è dato saperlo.
Come ho scritto nei dettagli nel libro “In Frutta Veritas“, ormai sempre più gente sta riconoscendo gli incredibili benefici della frutta, anche in campo scientifico e sempre meno italiani invece consumano le porzioni minime di questo alimento che vengono consigliate dagli esperti.
Coldiretti forse dovrebbe lavorare di più in questa direzione (dato che l’Italia è benedetta per la produzione di frutta che è tra l’altro l’alimento dal minore impatto sull’ambiente).

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Meno vegani ma più gente che mangia vegano

Ma ritornando al bistrattato sondaggio Eurispes.
Una buona fetta di chi si è dichiarato “vegetariano/vegano” mangia così per proteggere la propria salute, soprattutto gli uomini e gli over 65.
Non stupisce quindi che molte altre persone, senza arrivare a professarsi vegani, taglino sempre più la carne e i cibi animali dalla propria dieta. I dati a favore di queste diete sono ormai incontrovertibili (e basta toglierli per 21 giorni e rendersi immediatamente conto dei benefici…).

A sostenere il fatto che in Italia la dieta vegana sia una scelta IN AUMENTO è la facilità con cui i vegani hanno dichiarato nel sondaggio di trovare cibi vegetali quando fanno la spesa.

Il 60% di loro infatti, soprattutto al Nord, non ha alcuna difficoltà a fare la spesa vicino a casa e quasi la metà neppure al bar o al ristorante. Ancora dei problemi ci sono sui treni (speriamo che Trenitalia capisca presto l’antifona!) e nelle mense sul lavoro.

Per finire, il 50% di tutti gli intervistati ha dichiarato che la scelta vegana e vegetariana è “ammirevole” o comunque “rispettabile”. In pochi, e soprattutto i più anziani, la vedono come una scelta “estrema” (anche perchè forse è loro passato il messaggio che ci abbuffiamo di seitan e tofu noialtri, invece che di pasta e fagioli, farinate, macedonie, polenta e funghi e  cento altre ricette già vegane per tradizione).

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Celiaci VS  Intolleranti al glutine

A conferma del fatto che la gente che mangia vegano è in aumento, anche VeganOk, la compagnia che certifica molti prodotti vegani, ha recentemente ricordato che la grande distribuzione sta accogliendo con sempre più interesse i prodotti vegani e non lo farebbero di certo per una nicchia ristretta se fossimo davvero solo l’1% della popolazione. Nel rapporto 2018 dell’Osservatorio VEGANOK confermano queste tendenze, di cui l’Europa si sta facendo portavoce.

Il fatto che ci siano meno “vegani” e più gente che in realtà mangia vegano ricorda un po’ il fattore celiachia: solo una minuscola fetta della popolazione è celiaca per definizione medica ma le persone intolleranti al glutine o che per motivi loro vogliono provare a farne a meno sono sempre di più.  E il mercato si adegua, perché il mercato vede oltre le percentuali e guarda le tendenze future, non solo italiane ma del mondo intero.

E a questo proposito…

Vegani nel mondo: un movimento in forte crescita

Secondo dati del sito FoodRevolution.org ,  c’è stato un aumento del 600% di vegani negli Stati Uniti negli ultimi tre anni e un aumento del 350% nel Regno Unito nell’ultimo decennio. I vegani sono in aumento anche in Israele, in Portogallo, in Australia e sappiamo che il GOVERNO CINESE ha recentemente consigliato alla popolazione di dimezzare il suo consumo di carne! Il mercato vegano in Cina è in forte espansione e si prevedono aumenti enormi nei prossimi anni.

I ristoranti vegani e vegetariani nella sola Shanghai raddoppiati negli ultimi 5 anni. Prodotti come i burger vegani che assomigliano per tutto a quelli animali stanno andando a ruba negli Stati Uniti e gli onnivori stessi non li riconoscono dall’ “originale (come l’ Impossible Burger).

Sempre più celebrities stanno passando a una dieta vegana e parlandone nei mass media e sempre più documentari di grande richiamo (non ultimo DOMINION).

Insomma: il movimento vegano e l’ascesa dei prodotti a base vegetale è inarrestabile perché è l’unica ancora di salvezza per il nostro futuro: sia per la nostra salute, che per il pianeta, sia per gli animali che non meritano il trattamento che stiamo loro riservando, e che ci torna indietro come un boomerang in violenza, malattia, follia.

Il resto sono fandonie di chi si attacca ai vetri per non perdere l’enorme consenso di cui ha sempre goduto finora senza dover alzare un dito.
Le tradizioni vanno salvaguardate, ma solo se non sono tradizioni violente.
Gli allevatori e produttori più furbi hanno già capito che il futuro va da un’altra parte e stanno cominciando la conversione.
C’è un mondo di produttori di alimenti biologici in Italia, di coltivatori di frutta e verdure di qualità, di legumi unici di questa nazione, di cereali che sfamano il mondo.
Che Coldiretti pensi a proteggere loro e ad aiutare chi sceglie di coltivare cibi SALUTARI e che non causano INQUINAMENTO e MALATTIE.
Altro che “Bistecca Day”.

La pacchia sta finendo per gli allevatori.
Il posto ai mondiali ora bisogna guadagnarselo.
L’Italia non vi entra più per diritto ricevuto.
Squadre piccole e con percentuali minuscole ma con grinta e coraggio stanno prendendo il sopravvento.

Forza Islanda!

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