10 ricette già vegane per tradizione

Alla faccia che la dieta mediterranea di oggi sia “tradizionale”.
I dati ISTAT sono chiarissimi.
Dal 1861 al 1970 i consumi di carne e formaggi a persona sono aumentati esponenzialmente. Se nel decennio 1861-1870 gli italiani consumavano in media 1 kg e  tre etti di formaggi all’ANNO, nel 1970 si è passati ai 10 kg pro capite e la cifra ha continuato ad aumentare.

Cosa invece è crollato in questo secolo?
Il consumo dei legumi, delle erbe selvatiche e della frutta a guscio.
Mentre i nostri bisnonni potevano consumare più di 10kg a testa di legumi l’anno, già i nostri genitori negli anni ’70 ne consumavano 5kg e oggi siamo fermi a un solo triste kg a persona.

Anche il burro era un alimento “per ricchi” e i poveri ne consumavano meno di tre etti all’anno a testa. Discorso simile per le uova e il pesce fresco e di mare (non c’era il frigo nel 1800 nè le macchine per trasportarlo dai mercati alle campagne o in montagna!).
La carne di bovino, tra un giorno di digiuno, uno di magro e uno in cui non c’era perchè costava, veniva mangiata raramente.

Cosa mangiava la gente? Oltra a tutta la frutta di stagione che potevano, si preparavano moltissimi piatti VEGANI.
Solo che non c’era bisogno di chiamarli così. Lo erano per tradizione.
Dalla pasta e fagioli alla farinata, dalla pizza marinara ai pomodori col riso, dal castagnaccio alla rocciata umbra, fino al purè di fave e cicorie alla jota triestina.

Eccovi – tra le tante – 10 RICETTE TRADIZIONALI VEGANE per tradizione, selezionate tra alcuni dei blog di cucina vegana migliori d’Italia o tratti dal ricettario in edizione limitata “Vegani in 21 giorni“, a cura dei tutor del gruppo Facebook dell’Arca di EVA & friends.

Buon appetito!

 1. FOCACCIA TOSCANA ALL’UVA dal blog Grano Salis

focaccia_uva-granosalis.jpg

 

2. PASTA E FAGIOLI dal blog Girovegando in cucina

pasta-fagioli.camilla-roberti

 

3. GNOCCHI DI PANE ALLE ERBE di nonna Aida 

Ingredienti

350 g  di farina bianca
100 g di pane secco e raffermo
3 bicchieri di acqua
3 mazzetti di erbe coste (senza il gambo bianco)
Sugo di pomodoro di vostra scelta
Sale q.b. per salare l’acqua in pentola

gnocchi alle erbe.jpg

Preparazione

Fate cuocere a vapore le erbe coste in poca acqua per circa 15 minuti. Scolatele e strizzatele bene. In una terrina versate la farina, il pane raffermo a pezzettoni e bagnatelo poco alla volta con l’acqua, mescolando bene. Aggiungete le foglie verdi raffreddate e tagliuzzate.
Mescolate fino a raggiungere un impasto denso e appiccicoso. Mettete a bollire dell’acqua salata e appena bolle immergete un bel cucchiaio di impasto (o “a forchettate”) alla volta.
Dopo pochi minuti torneranno a galla i primi gnocchetti sodi. Raccoglieteli mano a mano con un mestolo forato, riponendoli in uno scolapasta che coprirete con un coperchio per tenerli belli caldi.
Continuate a versare altro impasto fino alla fine.
Serviteli caldi con un bel sughetto di pomodorini e una spolverata di grana vegano (optional).
Quando si dice brutti ma buoni.
La foto non rende la squisitezza…

 

4. LA BECCUTA (POLENTA DOLCE) dal blog Naturalentamente

beccuta-camilla-roberti-urbane - Copia

 

5. ROCCIATA UMBRA dal blog Galline 2nd Life

rocciata-umbra-giulia-blanco1.jpg

 

6.  ROSTI DI PATATE della tutor dell’Arca Giuliana Spagnoli

Ingredienti

3 patate grattugiate
(circa 200 g)
½ porro (parte bianca)
Sale e pepe q.b.
2 C. di olio e.v.o.

rosti-giuliana-spagnoli

Preparazione

Ecco una ricetta povera tipica della Svizzera ma anche di molte parti dell’Italia del nord.
Pelate e grattugiate le patate crude e affettate sottilmente il porro. Uniteli in una padella con un pizzico di sale, pepe e un filo di olio d’oliva. Fate cuocere per circa 5 minuti a fiamma media. Trasferite il composto in una placca e stendetelo uniformemente compattandolo a forma di cerchio. Infornare per 15-18 minuti a 180° nel forno statico. Pronto!

7.  IL PANCOTTO di nonna Aida

pancotto-ricetta.png

 

8.  PERE UBRIACHE

Ingredienti

2 pere Abate mature
1 bicchiere e mezzo di vino rosso (consigliato il Valpolicella)
50 g di zucchero di canna
Una punta di cucchiaino di cannella in polvere
Chiodi di garofano q.b.
pere-don-giovanni-cri-cri.jpg

Preparazione

Sbucciate le pere, oppure tenete la buccia se sono bio e se le preferite più croccanti.
Tagliatele a metà verticalmente. Rimuovete i semini e il torsolo ma lasciate il picciolo.

Adagiatele in una padella capiente a pancia in giù e copritele con il vino, lo zucchero e un po’ di cannella (migliore la qualità del vino e migliore sarà il risultato). Lasciate sobbollire a fiamma media finchè il vino, insieme al succo delle pere, avrà formato una cremina molto densa (circa 15 min.).

Se non è abbastanza densa, scolate le pere e continuate a cuocere da solo lo sciroppo di vino zuccherato per altri 10’. Se troppo densa, diluitela con dell’acqua. Servitele adagiate su un piatto, a formare un fiore o un cuore!

 

 

9.  IL CASTAGNACCIO dal blog Le Delizie di Feli

 

IL-CASTAGNACCIO2-011.jpg

 

10. FARINATA ALLA LIVORNESE del tutor dell’Arca Alessandro Chiappe

“La mia è la ricetta tipica in uso a Livorno: non troppo spessa, croccante in superficie e umida all’interno. Questo è il famoso street food 5&5 e che qui chiamiamo “torta di ceci” (5 lire di pane e 5 lire di torta di ceci). P.S.  Lo spessore della ‘torta’ di ceci non dev’essere alto come quella ligure”.


Ingredienti
  (per una teglia di 30 cm)

120 g di farina di ceci
500 ml  di acqua
Un c. raso di sale
3 C. grandi e colmi di olio e.v.o.

farinata-alessandro.chiappe

Preparazione

In una zuppiera capiente versate la farina, il sale, l’olio e l’acqua lentamente, senza formare grumi. Lasciate riposare dalla mattina alla sera, passo fondamentale per la riuscita della ricetta e per massimizzare la sua digeribilità. Ungete la teglia: la mia nella foto è di circa 28 cm di diametro, perfetto per gli ingredienti qui citati. Regolatevi quindi se ne usate una più piccola. Versate il composto con un colino per eliminare i grumi. Cuocete per 30 minuti in forno a 250° non ventilato. Appena la crosticina si stacca dai bordi la farinata è pronta. Aspettate qualche minuto e poi servite.  Io la consiglio in una schiacciatina di pane con le melanzane sott’olio.

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Ecco.
Quale avete preferito? Quale vi ispira provare a fare già per la cena di stasera?
Viva la tradizione.
Viva la cucina vegana.
Buon appetito a tutti, non c’è bisogno di uccidere per godere a tavola.
Non c’è bisogno di chissà quali ingredienti strani.
Viva la natura.

 

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