L’ipocrisia dell’ecologista onnivoro

Se amate l’ambiente, siete iscritti al WWF, riciclate anche il golfino di vostra nonna e raccattate mozziconi dalla spiaggia ma mangiate ancora carne e latticini, tempo davvero di farsi un piccolo esame di coscienza.
Una dieta vegana è probabilmente la singola azione più efficace per ridurre il proprio impatto sul pianeta, non solo per l’emissione di gas serra, ma anche per contrastare l’acidificazione, l’eutrofizzazione, l’utilizzo di terreni e di acqua. Si ottiene molto di più cambiando dieta che non diminuendo il numero di viaggi in aereo o comprando un’auto elettrica“.
No.
Non è il risultato di un singolo nuovo studio ma una recensione di ben 570 studi pubblicati in 119 paesi e valutando 40 prodotti alimentari che rappresentano il 90% delle fonti di calorie e proteine nel mondo.
Ed è stato da poco pubblicato sulla nota rivista SCIENCE.
Carne e latticini consumano l’83% del terreno destinato alla produzione alimentare, ma danno solo il 18% delle calorie totali“. In pratica, “con lo stesso terreno possiamo fornire le stesse calorie a 22 persone, se coltivato a vegetali, a 1 persona se utilizzato per l’allevamento“, spiegano gli esperti analizzando i dati dello studio.
Carne bio sostenibile? 
Che si fa allora?
Compriamo tutta carne, burro e latte biologici e siamo a posto così?
Andiamo a pari?
Ma neanche per idea.
Mr. Poore, il ricercatore di Oxford tra gli autori dello studio ha dichiarato chiaramente alla stampa che evitare del tutto i cibi animali porta benefici per l’ambiente decisamente migliori.
Insomma: se amate l’ambiente e vi dichiarate ecologisti, da oggi non potrete più farlo senza sentire una grossa storpiatura.

Il mito del Km zero

 

Mangiare “a Km zero” vuole dire consumare il più possibile prodotti locali, che non sono stati trasportati da troppo lontano, evitando quindi di causare ulteriore inquinamento e gas serra. Vuol dire valutare i cibi in base al loro impatto in termini di Km impiegati per trasportarlo (km/cibo).

L’idea di base dietro questo tipo di dieta, detta “LOCAVORA”, è molto nobile, ma se questa alimentazione include prodotti animali allora la parola “km zero” diventa solo un utile modo di credersi a posto con la coscienza…

Ambientalisti ed ecologisti non possono continuare a chiudere gli occhi troppo a lungo.

Se si vuole DAVVERO aiutare Madre Terra, se si ha davvero a cuore la sua sorte,  o se si è veramente preoccupati di quello che stiamo lasciando alle prossime generazioni, allora è ora di guardare non solo DOVE compriamo i nostri cibi ma COSA compriamo…

 

L’ alimentazione con il MINORE impatto ambientale è …

Come ricordava già anni fa la un interessante articolo nella Veganzetta a riguardo,  il trasporto del cibo da produttore a consumatore impatta solo per il 4% sulle emissioni di gas serra.

La PRODUZIONE di un cibo che impatta per più dell’80% e non tutti i cibi sono uguali. La carne impatta per il 40% contro l’11% di frutta e verdure, per esempio.

Sappiamo che una famiglia onnivora che mangiasse solo cibi provenienti da produttori locali, compresa la carne (ed è quasi impossibile riuscire a mangiare solo carne biologica!) risparmierebbe 1.600km/cibo all’anno mentre una famiglia vegana ne risparmia 13.000km.

 

Secondo uno degli studi che il report americano ha preso in considerazione  (studio di un team italiano formato da Tettamanti/Baroni/Berati/Cenci)  fondamentalmente esistono solo tre regimi alimentari eco-sostenibili e il terzo è il più leggero di tutti:

1.  Menù vegetariano bilanciato con alimenti prodotti da agricoltura/allevamento biologico

2.  Menù vegano con alimenti prodotti da agricoltura intensiva

3.  Menù vegano  con alimenti prodotti da agricoltura biologica.

 girasole-camilla2

Sempre recentemente, nel 2018, uno studio francese dell’agenzia ambientale ADEME, che ha monitorato più di 30.000 persone adulte, ha notato che coloro che seguivano una dieta a base vegetale o ricca di alimenti vegetali erano decisamente coloro che pesavano meno sul pianeta:

  • Meno emissioni di gas serra
  • Meno richiesta energetica cumulativa
  • Minor occupazione di terra

Come si era già concluso anche in un report del 2015 del  Comitato del dipartimento per la salute e del dipartimento per l’agricoltura del governo degli USA:   “maggiori consumi di cibi animali sono associati a un maggior impatto sull’ambiente, mentre maggiori consumi di cibi vegetali sono associati a un minor impatto.”

Insomma, i dati ormai sono chiari:  se vogliamo davvero pesare poco sul pianeta, più che comprare “locale”, o oltre a comprare locale, più che risparmiare qualche goccia d’acqua chiudendo i rubinetti quando ne sprechiamo centinaia di litri per ogni prodotto animale che compriamo, è imperativo non sponsorizzare l’industria della morte, ma  riempire i nostri cesti e carrelli di frutta e verdure,  cereali e legumi.
(Sì, non ci servono soia, tempeh, prodotti confezionati strani! Quello è un extra, e comunque più leggero sul pianeta dei cibi confezionati animali).

L’unica dieta sostenibile è la dieta vegana.

 lista-spesa-1.png

Buona prima spesa realmente eco-sostenibile a tutti.

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