La purezza ucciderà il movimento animalista: lezioni dalla storia

A volte c’è da avere paura ad entrare in un gruppo vegano su Facebook e a dire quello che abbiamo mangiato ieri.

Che bello!” aveva esclamato con estremo entusiasmo una neo vegana in un gruppo che gestivo.  “Oggi ho provato il ragù di lenticchie sulla pasta. Era buonissimo! Grazie x la ricetta!!“.

Non erano passate due ore che il suo post era stato raggiunto da una valanga di insulti.
La sua colpa?
Aver postato la foto della pasta con dietro il pacchetto di pasta di un noto marchio italiano.
Ma non lo sai che quella ditta………………………..????   Ma sei matta a comprare da loro???? Sì, la pasta è vegana ma quella di questa ditta non è etica!!!!“, le avevano scritto nei commenti i vegani del gruppo.

Tempo un quarto d’ora e questa ragazza così entusiasta di aver fatto il primo passo nel mondo del cruelty-free aveva lasciato il gruppo e se l’era data a gambe. Giustamente.

La pasta di quel marchio famoso è solo un esempio dei tanti. Le critiche possono arrivare a tutto, inaspettate.
Questo cibo non è abbastanza vegano perchè non è a Km zero. Quest’altro cibo è confezionato e poi contiene zucchero, vade retro Satana.  Quest’altro è vegano e bio, sì, ma è in lattina!  Questo frutto viene dall’estero, non sia mai!”  (i nostri telefonini e il grano per la pasta invece, tutti dall’Italia invece vengono?)

Insomma, per esser vegano con la V maiuscola un piatto a quanto pare dev’essere tutto cucinato in casa, lento e integrale, senza sale e senza zucchero, oppure dev’essere mostrato al pubblico solo da chi è strafigo (si può dire strafigo?), sa fare fotografie da gran artista, è uno chef stellato, ha un corpo impeccabile e una dizione perfetta, “altrimenti fa fare brutta figura ai vegani“.

Così non va bene…

pure.jpgForse ci sta sfuggendo di vista l’obiettivo, perlomeno il PRIMO della lista:
vedere la fine degli allevamenti intensivi e la tortura e morte brutale degli animali.

Per arrivare a questo obiettivo serve una cosa sola: che la percentuale di chi MANGIA vegano superi il 25% della popolazione. Già anche superare il 15% porterebbe stravolgimenti enormi, sia economicamente, sia legalmente.

Sapete a che percentuale di vegani siamo in Italia?

Intorno al 2%.
La nazione con più vegani (a quanto pare Israele) pare sia intorno al 5%.
Comunque una miseria.

Affinchè sempre più gente passi a una dieta vegana, serve che sempre più gente passi perlomeno o come prima tappa a una dieta vegetariana. Sarebbe già un ottimo passo crescessero perlomeno loro un po’ di più, ed è quello che sta succedendo, ma ancora troppo lentamente.

E poi serve sempre più gente che provi a mangiare vegano anche solo un giorno a settimana, e poi che cominci ad acquistare qualche prodotto vegetale durante il resto, per sostituirlo ai suoi piatti abituali e servono sempre più offerte nei supermercati in questo campo, in modo che sia facile provare, per chi fosse anche solo minimamente inclinato a farlo.

L’occasione fa l’uomo vegano, si sa.

Dopo aver scarrozzato migliaia di persone verso l’Eden vegano, nel gruppo Facebook “L’Arca di Eva & Friends”, posso con certezza dire che uno dei motivi che più ferma la gente dal provare questa alimentazione è l’idea che si dovrà essere PURI e SALUTISTI fin dal primo giorno (o che ci si dovrà imbottire di soia, seitan e insalate dal secondo).

Per sfatare questo mito dobbiamo essere aperti e mostrare agli onnivori che OGNI LORO PASSO verso il pianeta VEGAN verrà da noi celebrato, incoraggiato, aiutato. Questo è lo spirito che ho sempre cercato di far passare a bordo dell’Arca e che ha portato a tanti nuovi vegani negli anni.

La regola numero uno che vige tra la ciurma?
Siamo vegani, non siamo santi!”.

Questo problema tra l’altro non vale solo per come mangiamo.
Ormai  si può essere sicuri di incontrare polemiche sterili ed infinite su tutti i fronti, avendo la certezza matematica che qualunque associazione animalista o chiunque sceglieremo per collaborare, non sarà considerata “pura/o abbastanza” per poter aiutare gli animali…

Quella persona non è degna di parlare a favore della causa animalista perchè seppur vegana ….. 
non va in Chiesa la domenica, va da Mc Donald (a mangiare vegano), non ha pagato le tasse l’anno scorso, è di sx,  è di dx, è contro l’aborto,  è obesa, è troppo magra, in passato ha commesso errori, in passato ha commesso illegalità,  in passato ha detto una cosa di cui poi si è pentito ma noi ce la legheremo al dito per sempre!
Quello  è vegano ma fuma, quella non è igienista,  questo è troppo abolizionista, questo è troppo welfarista,   quello è vegano ma figlio di un macellaio, questo sta convincendo un sacco di gente a passare a vegan ma lavora in un salumificio,  quella associazione vegana non è femminista,  questa ditta fa cose vegane ma produce anche cose onnivore ,  questo medico vegano ha le galline nel suo campo,  questo è vegano ma dà da mangiare carne ai suoi gatti, questo ha votato XXX ,   quello fa i soldi parlando di dieta vegana ecc. ecc. ecc.”

Basta.

Basta.

Please.

DAVIDE CONTRO GOLIA

Tempo di darci una regolata e ricordarci chi sono i VERI nemici degli animali.
No, non certo i vegani, anche più impuri, ma chi ancora continua a mangiarli.

Certo che non fa “bella figura” un vegano che fuma come un turco, un vegano razzista, un vegano che si abbuffa di pizza e patatine e che poi ha problemi di salute, ma agli occhi di chi vuole trovare difetti a chi è vegano, anche quello di noi più immacolato sembrerà attaccabile proprio in quanto ‘troppo puro’:

Sfigata quella vegana! Non fuma, non beve, mangia tutto senza sale. Preferisco farmi un bel panino con il salame e morire giovane piuttosto che essere così!”.

Tanto vale restare impuri ma uniti nell’obiettivo di fare più vegani.  Ognuno come può. Magari la persona vegana che si abbuffa di cibi confezionati aiuterà molta gente che ha poco tempo per cucinare anche se allontanerà l’ecologista che dice vade retro alla plastica.

Una vegana obesa e amante dei dolci probabilmente non convincerà un medico dei benefici di questa dieta, ma magari cucina da Dea, ha una pelle bellissima, ha comunque perso un tot di kg o le si è abbassato il colesterolo e convincerà un sacco di altre donne come lei o che amano cucinare e provare piatti nuovi.
E un piatto vegano di qui e un piatto vegano di là, il numero di animali venduti diminuisce e il mercato raddrizza le antenne….

Ci sono vegani di tutti i tipi. Ognuno può fare la sua parte in questo movimento.
Quando i vegani salgono a bordo dell’Arca come “TUTOR”, quello che cerco di chiedere loro non è di darmi un cartellino dove dimostrano la loro purezza, dove mi spiegano in cosa credono, per chi hanno votato o quante schifezze mangiano.
Chiedo che abbiano voglia di usare i LORO PUNTI DI FORZA per aiutare qualche onnivoro a fare il passo verso una dieta il più veg-friendly possibile, e chiedo apertura a mille.

DIVIDE ET IMPERA: BRITANNIA DOCET

Uno dei più grandi imperi del mondo è stato l’impero britannico.
Il loro motto di conquista? Uno efficace dai tempi dei tempi:  “Divide et Impera”.

Map_of_the_British_EmpireVogliamo fare noi il lavoro sporco che cercheranno di fare le industrie alimentari animali, dividendoci tra noi ? Tra puri e impuri?  Di dx e di sx? Salutisti e paninari?
Noi siamo pochi e piccoli Davide, troppo pochi e troppo piccoli per pensare di poter accettare solo la perfezione nei prodotti vegani e dai vegani.

Se pensate davvero che  solo i  vegani puri,  santi e  immacolati  possano aiutare gli animali, possano aiutare a portare sempre più onnivori verso l’Eden, allora forse non volete veramente vedere vinta questa battaglia per la libertà, ma solo sentirvi migliori degli altri.

Io sono vegana ma NON mangio prodotti di quella ditta che produce anche cibi animali!”.
Ok. Fai benissimo. Non attaccare però chi li compra per favore.
Quella ditta che produce cibi animali sta aprendosi al mercato vegano e riuscendo a piazzare cibi vegetali nei supermercati, dove piccoli prodotti vegetali di nicchia non entreranno invece mai, perché non hanno la potenza economica per farlo.
Quei produttori stanno capendo che il futuro è vegano e cominciano piano piano a fare una lenta transizione.  Non possiamo certo aspettarci che da domani licenzino 1.000 persone quando il mercato vegano è ancora minuscolo.

Certo, fa impressione e di certo siamo giustificati nel non volerle pubblicizzare sulla nostra bacheca, di preferirne altri – se altri ci sono – nello storcere il naso sapendo che lo fanno “per soldi”, ma intanto anche in questo modo qualcuno proverà un latte vegetale, un burger veg, o qualche cibo senza prodotti animali che non avrebbe mai provato altrimenti.

Certo che vorremmo tutti un cambiamento totale e immediato da domani.
Non vanno così le cose però.
I tempi sono lunghi ma è la direzione giusta che conta e più gente cucina piatti vegani, salutisti o da food-porn, più aziende vendono prodotti vegani, più o meno puri, più vegani imperfetti ci saranno a parlare di questa alimentazione e non a tenersela solo per sè,  e più animali vedremo risparmiati a fine anno.

Ci sono dei rospi … bocconi amari da mandar giù.
Così è se vi pare.
Il resto è utopia.

MOVIMENTI RIVOLUZIONARI:  LEZIONI da IMPARARE, ERRORI da NON RIFARE

La schiavitù negli Stati Uniti è stata abolita grazie ad un movimento leggendario, quello abolizionista, che si è attivato a tutti i livelli per il raggiungimento di questo scopo, dalla strada alla politica, dall’arte alla filosofia,  un movimento che lottava contro un fronte potente che voleva mantenere lo status-quo, e i propri fortissimi interessi economici.

Grazie all’impegno degli attivisti del movimento abolizionista, alcuni stati del nord abolirono la schiavitù per legge già nel 1770, ma fu solo nel 1865 che la Costituzione Americana vi pose fine in tutti gli Stati e altri decenni ancora prima che le persone di origine africana godessero di pari diritti dei bianchi…

Facciamo i conti: sono serviti più di 100 anni di lotte, di dibattiti filosofici, di informazione e volantinaggio di massa, di libri importanti scritti sull’argomento, di associazioni nazionali potenti come la Anti-Slavery Society, di campagne di sensibilizzazione tra la gente comune, di varie leggi politiche sempre più a favore degli schiavi, di molto coraggio individuale e di gruppo, di marce di protesta pacifiche, di disobbedienza civile e addirittura poi di una guerra civile, prima di arrivare all’ambito risultato.

Molti dei primi sognatori non arrivarono mai a vedere quello storico giorno, ma avevano posto le basi per arrivarci e ogni passo in quella direzione veniva celebrato.

Lo stesso si può dire di tutti i più grandi movimenti pacifici che hanno portato enormi cambiamenti tangibili nella vita di tutti i giorni per milioni di persone: dal movimento femminista a quello per i diritti sociali: niente è stato regalato dall’alto in un colpo solo e tutto insieme, niente è successo dalla notte al giorno, e niente è stato raggiunto solo grazie al lavoro esclusivo di persone PURE…

Purtroppo per le vittime, per chi soffriva e subiva torture ed abusi, tutto è sempre successo troppo lentamente…

Cosa ha rallentato il movimento abolizionista?

Avrebbero potuto realizzare un po’ prima il loro obiettivo, e salvare migliaia di schiavi in più? Forse sì, se non fossero stati così divisi tra di loro.

Come da natura umana, anche all’interno del movimento abolizionista c’erano varie divisioni e fazioni. Per esempio,  ai tempi della schiavitù negli Stati Uniti non tutti gli abolizionisti uomini avevano voglia di lottare insieme al “sesso debole”, che al tempo non aveva neppure il diritto di voto.

Prendevano le distanze da chi lo faceva, evitando quindi collaborazioni che sarebbero state molto proficue, e sparlando di queste loro “compagne di lotta”.
Le donne dovevano stare a casa.
Solo I MASCHI si consideravano puri e degni abbastanza di questa lotta…
Pensate che perdita, che spreco, che cecità, soprattutto considerando che le donne poi hanno giocato un ruolo cruciale  nel movimento anti-schiavitù, e in seguito per i diritti civili degli afro-americani (la vegetariana Rosa Parks docet).

Rosa_Parks_Booking

Inoltre, il movimento abolizionista partì da posizioni fortemente etiche.
Qualcuno però cominciò a fare leva anche su temi religiosi (avere schiavi non è da bravi cattolici), e infine su quelli economici (avere schiavi era poco proficuo per l’economia dato che il futuro andava nella direzione di operai specializzati e più efficienti…).

Non tutti gli abolizionisti però erano d’accordo a collaborare con la religione organizzata, o ad entrare in ambiti economici e politici. Qualcuno insisteva a parlare solo dal punto di vista etico.

Eppure,   ci dice la storia,  ogni posizione ha aiutato enormemente ad aumentare il dibattito popolare sulla schiavitù e a portare alla causa più simpatizzanti, rendendo più forte la loro voce nella società, fino al successo finale.

Chi ha pagato insomma per queste lotte e divisioni intere?
Solo gli schiavi.

Nel nostro caso, solo gli animali…

PIU’ VEGANI SIAMO,  puri ed impuri, MEGLIO E’ PER TUTTI

I paralleli tra la lotta abolizionista con il mondo dell’animalismo sono lampanti.

Forse è tempo di imparare qualcosa dalla storia , anche perchè la lotta animalista va avanti da ben più di 100 anni, eppure i  risultati su grande scala stanno cominciando a vedersi solo da poco, ma sono ancora troppo limitati.

Se da noi in Italia i consumi di latte e formaggi stanno diminuendo, purtroppo stanno aumentando in tutta l’Asia e i produttori puntano al sud America. Idem dicasi per la produzione di maiali per la carne… il maggior produttore ormai è la Cina, e non sono due gatti…

Non prendiamoci in giro quindi.
Se vogliamo davvero che il processo si velocizzi, se ci teniamo realmente a vedere il numero di chi non mangia animali crescere (o di chi perlomeno sostiene la nostra causa) non possiamo più perdere altro tempo a guardare le PAGLIUZZE tra di noi o tra chi PROVA ad aumentare il numero dei PRODOTTI vegani e dei VEGANI stessi,  quando nel mondo onnivoro e dei produttori di cibi animali ci sono delle TRAVI enormi, e servono TUTTE le nostre forze per rimuoverle dai loro occhi….

Le opinioni PERSONALI negative sono normali, ovvio che non si può COLLABORARE con tutti, né andare d’accordo con tutti (non scrivetemi in 50 adesso per chiedermi collaborazioni o per lamentarvi se non vi ho preso in considerazione! :D),  ma  non dovremmo sprecare la nostra energia per ostacolare o mettersi a sparlare di altri vegani o di produttori di cibi vegetali che qualcosa stanno provando a fare…

Forse la selezione del vegano più puro, del produttore più etico, potremo farle fra qualche anno, o il giorno in cui la percentuale di chi non mangia più cibi animali  sarà arrivata al 20% (e  al giorno in cui i medici esperti in nutrizione vegana non saranno 3 in Italia, ma 30.000!), oppure al giorno in cui di fast-food e catene di ristoranti vegani non ce ne saranno 2 o 3per regione ma 50 in ogni provincia, e  a quando  i blog di cucina vegana e i libri sulla cucina vegana saranno la NORMA, e non una minima percentuale del totale su questo argomento…

 Ecco, allora sì: botte da orbi!  Allora entreremo nell’arena vegana come Fantozzi con in testa lo scolapasta a difenderci, e si salvi il più puro di tutti!

Allora sì sarà anche ora di vedere cosa funziona meglio.
Allora sì che si comincerà a puntare ANCORA più in alto, verso la cima, verso la purezza.

Ma adesso siamo ancora alla base… C’è da scalare un’intera montagna ancora.
Adesso abbiamo bisogno di TUTTO e TUTTI.
Adesso serve fare MASSA CRITICA.
E la massa critica NON si fa imbarcando solo i puri di cuore e di stomaco.

Anche i grandi attivisti di Vegan Outreach sono recentemente giunti a posizioni simili, parlando di abolizionisti e welfaristi, ed è stato illuminante leggere il loro ultimo articolo a riguardo (che vi consiglio se sapete l’inglese www.veganoutreach.org/articles/welfareandliberation.html).

C’è troppo da fare, ricordano questi autori, troppo ancora da ottenere, troppi centimetri di terreno da guadagnare ancora, troppe persone da convincere prima di poter aprire tutte le gabbie. L’abolizione totale non arriverà tutta insieme dall’alto in un colpo solo, né solo per merito del lavoro di vegani, e di vegani puri.

Ogni passo, e ogni persona che aiuta ad aprire un millesimo di gabbia, è nostra amica.

O perlomeno, non una nostra nemica…

Questa è la verità pura e semplice, e come diceva Oscar Wilde: “La realtà non è mai semplice, e raramente è PURA”.

GUARDARE IL MONDO CON GLI OCCHI DI UN MAIALINO….

Credo fermamente che se vogliamo parlare a nome degli animali, essere la loro voce,  allora forse dobbiamo anche guardare le cose con i loro occhi….

Per un animale messo al mondo per essere torturato e mangiato, che una persona scelga di essere vegana per motivi etici o salutistici, che si mangi frutta o panini vegani in un fast-food, che sia che faccia soldi dal produrre cibi vegetali  o che faccia tutto gratis,  non fa alcuna differenza…

Per lui, una persona che mangia vegano o che produce cibi vegani è un amico…
Magari non è un amico del cuore, magari può ancora migliorare prima di ottenere l’aureola,  ma almeno è DALLA SUA PARTE….

E questo gli basta.

Agli animali non importa nulla dei nostri “perchè” e dei nostri “come” e di cosa facciamo in tutti gli altri campi della nostra vita terrena. A loro  importa solo dei nostri “quanto” e “quando” smetteremo di imprigionarli, torturali e consumarli, e di quanti altri umani come noi porteremo a una dieta vegana, sapendo che anche UNO è importante.

Personalmente, nel mio piccolo e con le mie imperfezioni, cerco di vedere gli altri vegani o i produttori di cibi vegani con questi occhi animali.

Evitate quindi, vi prego, di parlarmi male di qualche vegano o associazione vegana o locale vegano.  Non scrivetemi in privato per dirmi che quel tale vegano o quella tale ditta o associazione non sono perfette. Lo do per scontato. Siamo umani.

I miei nemici sono altri e le mie energie non sono infinite…

Il giudizio sulla perfezione e purezza di ogni vegano  lo lascio a chi, forse,  ci giudicherà alla fine della vita… e che avrà (si spera) più cuore, compassione e vista lunga di noi qui sulla Terra…

Buona lotta animalista, buona apertura di strade, buona cucina vegana fast o slow, grassa o magra, e  buon lavoro verso l’abolizione della schiavitù animale a TUTTI/E…

Ognuno con la sua creatività, e le sue imperfezioni..

Fate qualcosa, puri o impuri, ma FATE QUALCOSA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Me l’ha detto lui…

E lui sì che è puro…

vitello
Andate e veganizzateli tutti!

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