Glutine, formaggio e glutammato: il nesso inaspettato

Lo ricordo ancora bene. Era l’estate di vari anni fa.
In una spiaggia sul lago di Garda,  una bellissima serata estiva,  una giovane donna piangeva stupefatta davanti a una pizzeria.
Aveva chiesto più volte al suo compagno di entrare con lei a mangiare, ma lui le aveva detto di no, anche se era il suo compleanno.

La ragazza all’inizio aveva tentato di convincerlo “con le buone”, descrivendogli la bontà della pizza che avrebbero potuto gustarsi, ma lui era inamovibile.
Il tono si fece presto meno scherzoso.
Lei cominciò letteralmente a supplicarlo, ma lui non sembrava avere nessuna intenzione di cambiare idea nonostante i singhiozzi e le lacrime sincere di lei che cominciarono a scenderle dalle guance, e neppure quando lei si disse pronta ad entrare in pizzeria anche senza di lui!

La sua voglia di pizza era… irresistibile.
Aveva lui però le chiavi della macchina, e con calma, dopo averla pregata di seguirlo, cominciò ad avviarsi da solo verso il parcheggio.
Dopo un lungo minuto di silenzio e tensione, nel quale la ragazza sembrava lottare contro qualcosa di più grande di lei,  si calmò e sembrò finalmente tornare in sé. Lo raggiunse correndo, e i due si avviarono mano nella mano verso la macchina.

Chi guardava questa coppia dai tavolini avrà pensato ad un semplice capriccio da bambini.
In realtà, forse quella ragazza stava vivendo una vera e propria CRISI DI ASTINENZA, e grazie all’appoggio e fermezza del compagno, l’aveva a fatica superata…

Astinenza da cosa però?

Cosa c’è di così potente irresistibile in una normalissima pizza?

Farina (glutine), formaggio (caseina), sale e salsa di pomodoro.

Non a caso i formaggi sono il cibo animale che da onnivori si fa più fatica a lasciare, quando si prova una dieta vegana.

E per quanto riguarda il glutine, quasi tutti i vegani che provano ad eliminarlo vi possono dire che è molto più facile togliere tutti i cibi animali che il pane…

E lo posso testimoniare anch’io in prima persona. Anche perchè la ragazza che la sera del suo compleanno piangeva come una bambina, tirando la camicia di Adam pregandolo di farsi con lei “una dose” di pasta all’arrabbiata o di pizza marinara”, ero proprio io… durante un periodo di prova senza glutine.

Quello non fu l’unico episodio in cui il glutine mi ha chiamata con una voce più suadente di mille sirene.  E’ stato però quello in cui mi sono resa conto che forse avevo a che fare con una vera e propria dipendenza chimica, e che non bastava la mia forza di volontà.

E che forse, non era solo il glutine il problema…

GLUTINE E CASEINA:  L’OPPIO DEI POPOLI  (OCCIDENTALI)

Sempre più medici e genitori provano a rimuovere sia il GLUTINE che la CASEINA dalla dieta dei bambini autistici, con ottimi risultati: sono le famose diete GFCF (1).
Come mai vengono tolti entrambi?
E come mai alcuni medici vegani consigliano di rimuovere anche il glutine oltre alla caseina, per patologie infiammatorie od auto-immunitarie e neurologiche (come ad esempio l’ artrite reumatoide, l’ipotiroidismo, la fibromialgia e l’emicrania) ?

Cos’hanno in comune caseina e glutine, oltre ad essere entrambe proteine?

E come mai è così difficile farne a meno, per molte persone?

A sentire chi prova ad eliminarli dalla dieta, sembra davvero di leggere dei racconti di drogati in crisi di astinenza:
“Toglietemi tutto ma non il pane/il formaggio!”
“Non ce la farei mai a vivere senza pasta/latte!”
“Ho provato a toglierlo, ma poi ci sono ricascata!”

 ricotta-mandorle-roberta-nini

Sta esagerando chi le descrive come droghe?

Il glutine contiene “15 sequenze di oppioidi per molecola” . (2)
Durante la sua digestione si forma un gruppo di peptidi oppioidi (detti esorfine).
Anche la caseina, contenuta in alte concentrazioni nei formaggi, è una proteina che nel nostro stomaco viene trasformata in peptidi come la caseo-morfina, che ha effetti simili agli oppiacei. (3)

Secondo vari esperti, come  spiega ad esempio Richard Hagmayer,  sia la caseomorfina che le gluteomorfine sono oppioidi paragonati a droghe come l’LSD.
In particolare, la caseomorfina “può causare danni alla parete intestinale e una sindrome di malassorbimento simile a quella vista nella celiachia e nell’intolleranza da glutine“.  (4)

Se siete donne, non vi stupirà sapere che entrambe possono avere un effetto sedativo, calmante. (Adesso capite da dove vengono i famosi abbiocchi post-pranzo o le famose “voglie matte” di dolci o di formaggi prima del ciclo o in momenti di stress, depressione e gravidanza?)

La buona notizia è che il nostro corpo sa liberarsi di tutto quest’ “oppio”, ma non tutti sembrano avere l’enzima che serve ad eliminare queste tossine…

LA TEORIA DELL’ECCESSO di OPPIOIDI

E’ ben riconosciuto che vi sia  la presenza di oppioidi del glutine e della caseina nelle urine di alcuni bambini autistici. (1)
Secondo la teoria dell’eccesso di oppioidi, “le persone che soffrono di autismo, o di un aumento della permeabilità della mucosa intestinale  (sindrome dell’intestino permeabile) hanno delle perdite di queste proteine dall’intestino.
Le proteine quindi passano nel cervello dove disturbano le sue funzioni normali.”  (1, 4)

Pochissime persone sono autistiche, ma la percentuale di gente che soffre di sindrome da intestino permeabile (leaky gut syndrome) o di malattia dell’intestino irritabile (IBS)  è invece molto alta (e noi donne ne soffriamo il doppio degli uomini, le solite fortunate!).
Può essere quindi che pane, glutine e latticini possano  agire come una sorta di oppio per alcune persone “difettose” ?

Questo ho cominciato a chiedermi nei giorni successivi alla crisi d’astinenza in pizzeria.

Come racconta molto bene il Dottor Cocchi,  esperto di autismo:  “Penso che l’eccesso di oppiodi non produca l’autismo, ma che in alcuni autistici, per una reazione a cascata, ci sia anche un eccesso di oppioidi…”.    (1)  In parole molto povere, l’eccesso di oppioidi potrebbe essere una conseguenza, ma non la causa principale del problema.

Ma allora cos’altro potrebbero avere in comune queste due proteine di dannoso ?

La scoperta è stata  alquanto … eccitante.

GLUtine, CASEINA e GLUTammato = IL NESSO SOTTOVALUTATO

 

L’esperta di glutammato, Katherine Reid,  è la mamma di un’ ex bambina autistica.
Disperata, anche lei come altri genitori aveva fatto provare alla figlia una dieta priva di glutine e di caseina, notando immediati miglioramenti nel comportamento e nell’attenzione.
Non era abbastanza però. La bimba aveva ancora molti problemi.

Grazie alla sua laurea in biochimica, Katherine si chiese cosa ci fosse in comune tra queste due proteine di così nocivo per il cervello.
La sua scoperta l’ha portata dritta ad un aminoacido che entrambe queste proteine contengono in grandi quantità: l’acido glutammico. (5)

Toglierlo completamente dalla dieta di sua figlia è stata una manna dal cielo: ora la bimba non è più considerata autistica.

Cos’è l’acido glutammico, o glutammato, e dove si trova nel cibo? La Reid spiega che è un aminoacido, cioè un normale componente delle proteine, ed uno dei più presenti nel corpo.

Abbiamo bisogno di ingerirlo col cibo però ?

NO.
E’  infatti uno degli amino-acido NON essenziali (cioè il corpo sa sintetizzarlo da sé quanto gli basta).

La sua funzione nel corpo?

Il glutammato è  un neurotrasmettitore eccitatorio: stimola cioè i nostri neuroni. Un’ingestione eccessiva è tossica e in dosi massicce il glutammato libero può infatti portare alla morte dei neuroni e a molta infiammazione nel corpo, per meccanismi che vedremo fra un attimo, ed è ormai riconosciuta come “eccito-tossina”. (6)

Come ipotizzato da uno dei massimi esperti in materia, il neurochirurgo Russel Blaylock,  l’ aumento di tutte le malattie neurologiche dei nostri giorni (Alzheimer, Parkinson, emicranie ecc.) è collegato all’ingestione sempre maggiore di questa potentissima eccito-tossina, e ai suoi danni nel lungo termine.  (7)
L’acido glutammico è infatti coinvolto nel cervello in funzioni cognitive come l’apprendimento e la memoria.

Quali sono i cibi che ne contengono molto?
Sorpresa, sorpresa…

Il GLUTINE  è  al 25% acido GLUTAmmico.

La CASEINA nel latte animale  è il 20-23% di acido GLUTammico.  (1, 5, 8)

Non ci dovrebbe stupire.

Continuamente il nesso  GLUTINE/CASEINA riaffiora.

Molto spesso chi è sensibile al glutine ha anche allergie al latte, e tra i pazienti con intestino irritabile, quelli intolleranti al glutine sono circa il 60%, ma il 44% di loro è anche intollerante al latte di mucca e il 39% al formaggio. (9)

Abbiamo visto che chi soffre di autismo tende a reagire bene a una dieta che eviti sia il glutine che la caseina, e a chi soffre di emicrania viene spesso suggerito di eliminare i formaggi stagionati, oltre al glutine.

Tornando ai bambini autistici,  oltre al glutine  viene spiegato che “la caseina nella dieta può agire come fornitore di glutammato in una situazione di quasi sicuro eccesso di aminoacidi eccitatori…”. (1)

E guarda caso, troviamo entrambi questi cibi estremamente appetitosi.

Chissà perchè…

BUONO COME…  L’ UMAMI !

 Le nostre papille gustative sulla lingua sanno riconoscere 4 sapori:

DOLCE
ASPRO
SALATO
AMARO

Ormai però si è capito che il glutammato ne impartisce un quinto (chiamato UMAMI).
Il recettore di umami si trova sia sulla lingua che nell’intestino.

Quando mangiamo cibi che contengono glutammato in forma libera,  si eccitano  le nostre papille gustative e questo ci fa credere di mangiare qualcosa di gustosissimo, anche quando questi cibi sono poco saporiti.

Non è quindi il sapore vero di questi cibi che sentiamo, ma il sapore del glutammato stesso…

Come spiega l’esperta Reid:   “Quello che si è visto è che attivare questi recettori fa aumentare le nostre voglie matte di certi cibi, e quindi ne scaturisce una sorta di vera e propria dipendenza.”(5)

A questa eccitazione, se siamo particolarmente sensibili,  facciamo fatica a resistere, perché vogliamo nuovamente riprovarla, e con quantitativi sempre maggiori (un po’ come succede con alcune droghe).

Personalmente, da vegetariana provavo una vera e propria dipendenza da alcuni cibi molto “saporiti”, che trovavo squisiti e che non riuscivo a smettere di mangiare (e di comprare).
Li ricordo bene perché erano gli stessi cibi che quasi sempre  mi provocavano una forte emicrania qualche ora dopo.
Tra i  principali vi erano le patatine fritte in sacchetto (Fonzies al formaggio e le  Pringles), certe zuppe e funghi in scatola (a cui l’MSG veniva aggiunto) e alcuni formaggi stagionati.

Cominciate anche voi a fare 2 + 2 ?

Qui glutammato ci cova…

(Per inciso:  dal 2013 la Pringles ha deciso di togliere l’MSG da quasi tutte le sue patatine, tranne per alcune tipologie, dove ancora rimane). (10)

 

FORMAGGIO E GLUTAMMATO: il nesso inaspettato

Uno dei cibi animali che si fa più fatica ad eliminare, passando a una dieta vegana, è il formaggio.

 

Come spiega Katherine Reid in un suo articolo:  “La gente pensa che il formaggio sia naturale. Forse in passato, ma ormai ogni processo è rigidamente controllato dall’industria e il processo di fermentazione non è più naturale. Devono usare per legge alcune culture molto specifiche che aumenta il glutammato libero generato perché è questo che dà il suo buon sapore al formaggio!

I formaggi come il parmigiano, che sono quelli più invecchiati e lavorati, contengono più MSG, ma in base alle colture che usano, i livelli di MSG possono aumentare anche di 4 volte…

 E non è la Reid l’unica esperta a dirlo. Avete presente gli esperti che assaggiano le forme di formaggio per aiutare il riconoscimento della sua qualità?
Cosa sentono in realtà i loro nasi?
Il glutammato di sodio è naturalmente presente in molti alimenti proteici, soprattutto nei formaggi molto stagionati e nelle carni. Il parmigiano reggiano ne contiene talmente tanto che gli assaggiatori di formaggi riconoscono il profumo e l’aroma di umami, o “brodo di carne” quando degustano questo formaggio”, scrivono a riguardo sul sito cibo360.

E ancora.
Il famoso sito “Truth in labeling“, che cerca di fare chiarezza dietro l’oscuro mondo delle etichette, ha scritto che:  “I prodotti del latte parzialmente o totalmente scremato (low-fat e no-fat) spesso contengono solidi del latte che contengono MSG.    I gelati e i formaggi a contenuto ridotto di grassi (low-fat) potrebbero non essere così ovvi come lo yogurt, il latte, la panna ecc. ma non sono eccezioni”.

E per tornare in Italia, ecco un’altra fonte che conferma ancora una volta questo filone di indagine:  “Il parmigiano contiene ben 1,2 g di glutammato di sodio (per 100g di prodotto)  e altri formaggi molto stagionati avvicinano queste quantità.”

 Quindi, non serve aggiungere questo ingrediente dato che si forma “naturalmente” in molti prodotti.

Togliere solo il glutine, per poi abbuffarsi di formaggi e cibi animali ( ricchi di GLUTammato) non sembra pagare molto…

Forse, chi deve eliminare il glutine, dovrebbe prendere più in seria considerazione anche l’eliminazione della caseina, anche perchè gli scienziati (e le compagnie farmaceutiche che li pagano) non si stanno certo occupando di come ridurre il glutammato  nella dieta.

Quello su cui stanno puntando, come potete immaginare,  è creare farmaci che blocchino i suoi effetti nocivi… (23)

GLUTAMMATO LIBERO:  ECCITANTE SULLA LINGUA, TOSSICO NEL CERVELLO

I  pochi sostenitori del glutammato fanno notare che  è presente naturalmente in ogni cibo molto proteico e che tutti i cibi animali quindi (come la carne rossa e bianca, uova, pesce, formaggi) sono fonti NATURALI di acido glutammico.
Verissimo, ma  con un piccolo dettaglio insignificante (per loro)…

Come spiega chiaramente Katherine Reid, vi è un grossa differenza tra il glutammato LIBERO e il glutammato LEGATO.  Quello naturale è soltanto quello legato, ma non è quasi più così che lo assumiamo…

Le proteine che ingeriamo sono come delle lunghissime collane di perle.
Ogni perla è un singolo  aminoacido, legato a tutti gli altri.
Il corpo le spezza tutte piano piano e poi ricompone insieme una nuova collana come più gli aggrada.

Quando il glutammato si trova all’interno della proteina intera e mangiata così com’è, in un cibo CRUDO ed INTEGRO,  allora  è un aminoacido LEGATO
(agli altri aminoacidi).
Il corpo sa gestirlo bene così, basta non esagerare con i cibi che ne sono più ricchi.
Possiamo trovare del glutammato legato in molti cibi naturali, che  lo contengono però in una frazione di percentuale. Per esempio, l’ammontare di glutammato libero presente normalmente nei pomodori è dello 0,1%.
In queste quantità è innocuo, o il corpo riesce facilmente a liberarsene.

Al giorno d’oggi però, in Occidente, pare proprio che stiamo assumendo TROPPO glutammato “naturale” da cibi la cui percentuale di acido glutammico è eccessiva, cioè supera il 10%, 15% o addirittura il 20%   (come nel caso di glutine e nella caseina appunto) !  (5)

Quando poi la proteina viene spezzata o degradata durante certe cotture o durante la lavorazione industriale di un cibo (ma anche con una normale processo di fermentazione, come avviene per i formaggi stagionati) ecco che l’acido glutammico si stacca dagli altri aminoacidi e ce lo ritroviamo nel corpo in forma di GLUTAMMATO LIBERO (ed è in questa forma  il cui sapore forte  si  riesce a  sentire sulla lingua, o dal naso).

Peggio ancora, ad altri cibi ancora viene letteralmente aggiunto come additivo in questa forma libera: il famoso MSG, un insaporitore industriale, un additivo alimentare (E621), un esaltatore artificiale di sapori.

Il latte in un cartone del supermercato è quasi sempre stato pastorizzato, il formaggio fermentato, il grasso viene spesso rimosso (latte scremato), il grano viene lavorato, raffinato e cotto per farne pane e pasta“.  Come continua la ricercatrice Reid, “tutti questi passaggi innaturali cominciano a spezzare gli aminoacidi e quindi ci ritroviamo nuovamente  tante, troppe singole molecole di glutammato LIBERE” (5)

A queste quantità, il nostro corpo (e i nostri neuroni)  non sarebbero più in grado di gestirlo…

Secondo i potentissimi produttori di MSG,  solo poche persone soffrono di “reazioni avverse” nell’ingerire glutammato libero, e a queste persone servirebbero anche dosi molto alte per mostrare problemi.

Come però spiega l’Associazione Truth in Labelling,  le reazioni avverse devono potersi vedere subito per essere segnalate come tali, mentre i danni del glutammato tendono ad accumularsi nel tempo nel cervello. (15)

Purtroppo, la maggior parte degli studi sull’ MSG tendono (per questioni economiche) ad osservare i campioni solo per poco tempo, e quindi ci inducono a pensare che questo additivo non sia così dannoso, dopo tutto.

Possibile che non ci sia niente che possa difenderci?

Per fortuna sì.

Il problema è che non sempre e non in tutti funziona come dovrebbe…

 formaggio-anacardi-giulia.jpg

BBB:  UNA BARRIERA SEMPRE PIU’ DIFETTOSA

Le industrie alimentari e farmaceutiche  che proteggono  a spada tratta l’ MSG ci dicono che in realtà il nostro cervello è protetto da questi eccessi di glutammato libero grazie alla sua famosa BBB (brain blood barrier): la barriera emato-encefalica.

L’acido glutammico NON attraversa la barriera ematoencefalica, ci ricordano.

Peccato che, come illustra con dovizia di particolare il neurochirurgo  R. Blaylock, alcune zone del cervello NON sono protette da questa barriera come l’ipotalamo, che controlla le ghiandole endocrine e l’appetito, e come la ghiandola pineale, il famoso terzo occhio (o “sede dell’anima”).

Ci sono poi molti fattori che possono rovinare la nostra barriera e quindi far aumentare il nostro rischio che le eccito-tossine entrino nel cervello. (7) La barriera non è sempre integra in tutti. Molte problematiche di salute possono danneggiarla, spiega Blaylock:

  • Ictus (anche i mini-ictus, che spesso non hanno sintomi!)

  • Botte alla testa

  • Iper-tensione

  • Diabete o ipo-glicemia

  • Febbre molto alta o surriscaldamento della testa  (colpo di calore, allenamento troppo forte)

  • Radiazioni alla testa

  • Infezioni al cervello

E per finire, come spiega ancora Katherin Reid:  “Ormai sappiamo che il glutammato non deve neppure superare questa barriera per fare effetto. Molto recentemente si è capito che in alcuni casi, i segnali della sua presenza vengono trasmessi al cervello direttamente dall’intestino.” (5)

Purtroppo, il cervello dei neonati e degli anziani è ancora più a rischio, perchè più sensibile a queste eccito-tossine.

BAMBINI, FORMAGGI E GLUTAMMATO: UN MONDO TROPPO… ECCITATO

Come spiega il dottor Blaylock, gli esseri umani sono 5 volte più sensibili dei topi alle eccito-tossine come il glutammato libero. Tra gli esseri umani però,  i più a rischio sarebbero proprio i bambini piccoli, dato che il cervello dei neonati è 4 volte più sensibile degli adulti a queste tossine e all’MSG,  perché la loro barriera (BBB) è ancora immatura e incompleta (7).

Come ipotizza questo esperto:  “Se in gravidanza le mamme mangiano in continuazione cibi che contengono glutammato ed altre eccito-tossine, questo passa attraverso la placenta nel bambino, e danneggia il suo cervello che si sta ancora formando.”

Non a caso, nelle ultime generazioni,  c’è stato un forte aumento del consumo di formaggi e un aumento di tutti i disturbi dello sviluppo e delle malattie neurologiche nei bambini occidentali: dalle disabilità cognitive (dislessia and company) ai  problemi comportamentali (disturbo dell’attenzione, iperattività, ADHD ecc.), dall’autismo alle allergie.

Coincidenza?
Ai posteri l’ardua sentenza.

I bambini di oggi stanno mangiando cibi sempre più artificialmente “appetitosi”,  e sempre meno frutta e verdure crude.
Le loro papille gustative e i loro neuroni  sono sempre più stimolati ed eccitati fin da piccoli, e i cibi più semplici e naturali si fanno quindi “insipidi” al loro palato.
Ecco che per un circolo vizioso, assumono sempre più cibi salati e proteici,  più insaccati e formaggi, e sempre più cibi raffinati e ricchi di glutine e di glutammato (sia legato che libero).

Addirittura, negli Stati Uniti,  il glutammato si trova anche in alcune formule del latte per neonati. (23, 24)

Nel 2013, il famoso sito MSGTRUTH dava notizia che in America  “McDonald ha dichiarato di essersi ripulito dall’ MSG aggiunto ai suoi prodotti”. (18)

Meglio tardi che mai.
Per quanti decenni hanno riempito i bambini di questa sostanza però?

Tutto a posto quindi adesso?  Non sembra proprio.

Il sito infatti riporta che “utilizzano ancora però sia le proteine idrolizzate che altri aromi che contengono glutammato libero, soprattutto in molti suoi prodotti a base di polli, come il Chicken McNuggets, ma anche nelle patatine fritte, e alcune loro salse.”  (19)

Fatta la legge, fatto l’inganno insomma.

Purtroppo  il glutammato viene aggiunto a moltissimi altri cibi  in cui è  nascosto negli ingredienti con almeno 40 nomi diversi. (20)

A grandi linee, se non avete tempo di leggere tutte le etichette, i consigli principali che vengono dati in America per evitare il glutammato libero nei cibi sono questi (21):

* Più salato e lavorato è un cibo, più probabile è che contenga glutammato libero in alte concentrazioni.
** Più processato  è,  più ne contiene.
**** Se è stato ridotto in polvere, quindi ormai senza più sapore, è probabile che contenga glutammato per dargli un po’ più di gusto

Ancora secondo il sito Truth in Labeling  (Verità nelle etichette), ecco il consiglio migliore per evitare glutammato in eccesso:

   “Consumare proteine non processate, non fermentate, non adulterate e veramente naturali” (22)

Facevano prima a dirci di mangiare vegano, utilizzando prodotti freschi e meno confezionati possibile!

Gira e rigira si torna sempre qui.

Agli enormi benefici di una dieta a base vegetale, ricca di quei cibi integri per cui la nostra natura frugivora è più portata e che guarda caso causa anche meno danno al pianeta e agli animali.

novembre-2013-roma

E se pensate che togliere tutti i cibi animali sia difficile,  non avete evidentemente mai provato a togliere il pane 🙂

E se invece avete già tolto il glutine, rallegratevi: togliere formaggi e salumi in compenso è un gioco da ragazzi  😉

Provare per credere….

P.S.  Avete presente tutte le foto di formaggi di questo articolo?

Erano tutti formaggi vegetali   🙂
Sì, anche questo sulla pizza…

pizza2desenzanino.jpg

_____________________________________________

FONTI PRINCIPALI

1. DIETA PRIVA DI GLUTINE E DI CASEINA NELL’AUTISMO

E TEORIA DELL’ECCESSO DI OPPIOIDI: UN ALTRO PUNTO DI VISTA

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

(http://www.stress-cocchi.net/autism3-it.htm)

2. Fukudome e Yoshikawa (1991)

3.  Dr. Michael Greger – Cow’s milk casomorphin and autism and crib death:
*http://nutritionfacts.org/video/cows-milk-casomorphin-and-autism/
**  http://nutritionfacts.org/video/cows-milk-casomorphin-and-crib-death/

4.  Millward, C et al.  (2008). Ferriter, Michael, ed. “Gluten- and casein-free diets for autistic spectrum disorder”. The Cochrane Library (2): CD003498

5.   Dr. Katherine Reid –  Video  per Ted Talks x –
https://unblindmymind.org
e articolo in: https://missionheirloom.wordpress.com/2014/11/06/why-have-you-heard-us-say-free-glutamate-and-no-vinegar

6. https://unblindmymind.org/2014/11/hijacked-how-food-targets-unami-msg-receptors-in-gut-and-links-to-sensory-disorders/

7.  Russel Blaylock –  Excitotoxins: The taste that kills – 1997 – Health Press (NM)

8. Gluten VS Glutamate  –
http://dogtorj.com/what-is-food-intolerance/gluten-vs-glutamate-vs/

9.  Dangerous Grains: Why Gluten Cereal Grains May Be Hazardous To Your Health
di James Braley e Ron Hoggard
Avery – Penguin  US

10. http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2011/11/07/the-shocking-true-story-of-how-pringles-are-made.aspx

11. Mayo Clinic. “Mayo Clinic Discovers Potential Link Between Celiac Disease And Cognitive Decline.” ScienceDaily. ScienceDaily, 12 October 2006. <www.sciencedaily.com/releases/2006/10/061010022602.htm>.

12.  http://www.webmd.com/digestive-disorders/celiac-disease/news/20140329/raised-risk-of-heart-trouble-seen-in-celiac-disease-patients

13.     http://www.medscape.com/viewarticle/780039

14.  https://unblindmymind.org/2015/01/cancer-and-glutamate/

15.   http://www.truthinlabeling.org/I.AreYouSensitive.html

16. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22766026  Clin Exp Rheumatol. 2012 Nov-Dec;30(6 Suppl 74):10-7. Epub 2012 Dec 14.

17. http://www.flcv.com/kidshg.html

18. http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2006/05/11/msg-is-why-you-want-to-avoid-mcdonalds-like-the-plague.aspx

19.  http://www.msgtruth.org/avoid.htm

20. http://www.advancedhealthplan.com/msgstudy.html

21. http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2011/11/07/the-shocking-true-story-of-how-pringles-are-made.aspx

22. http://www.truthinlabeling.org

23. Katherine Redi video:  Your ecosystem on MSG
https://www.youtube.com/watch?v=nNCIuNJc1oY

24. http://www.westonaprice.org/health-topics/msg-in-infant-formula/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...