E.V.A. – La storia del mio nome di penna

Aida Vittoria Eltanin… sei veneta? Spagnola?  Hai un cognome arabo!

So che sembra quasi una favola, e l’ho già anche raccontata più volte su Facebook e dal vivo, ma giuro che è una storia vera 🙂

aida.JPG

Premesso che ho un nome e un cognome normali, niente di cui debba  vergognarmi o nulla da nascondere, ma quando la casa editrice mi ha chiesto di prassi se preferissi usare un nome di penna, ho subito accettato con entusiasmo.

Oltre a potermi garantire un minimo di privacy in più dove vivo, un luogo che non è affatto un angolo di Eden (i miei vicini sono allevatori e cacciatori!), volevo un nome e un cognome che riflettesse sia la mia storia, sia la mia “nuova” identità vegana.

“Nuova” perchè questa scelta mi ha decisamente cambiata, in meglio (e so che tanti di voi hanno provato la stessa cosa).

Ho provato a pensare a tanti nomi, ma nessuno risuonava al 100%.

Finalmente una sera, parlando con il mio compagno dei miei nonni materni, si è magicamente composto il primo pezzo del puzzle…

AIDA  = Questo è il bellissimo nome di mia nonna materna, ispirato dal nome della protagonista etiope di una delle opere liriche più belle e famose di Verdi.

E’ un nome di origine africana, e significa “premio”, “regalo”.

(L’accento va sulla I).

Mia nonna, in tempo di guerra, era stata padrona di una piccola trattoria, molto alla buona, ed era molto brava a cucinare.

E’ vissuta in casa con noi fino alla morte, ed è lei che mi nutriva a colazione, pranzo e merenda e ho dormito in camera con lei fino ai 15 anni. Una seconda madre in pratica.

 

L’aiutavo  spesso a preparare il pranzo e la ricordo benissimo mentre cucinava gnocchi, sia di pane che di patate, e poi pancotti, besciamella, frittelle, patate al forno, torta di mele e polpette varie, insegnandomi come farle. La mia passione per la cucina viene da lei.

Purtroppo era di poche parole e soffriva molto, sia nel corpo che nell’anima. Io ero troppo piccola per capire, e vorrei tanto tornare indietro per consolarla, aiutarla e parlarle di più.

Non posso, ma ho potuto rifarmi almeno portandola con me in questo viaggio…

 nonna-aida

VITTORIA  =   Se fossi nata maschio, mi avrebbero chiamato Vittorio come mio nonno paterno, un uomo che purtroppo non ho mai conosciuto,  dato che  è morto molto giovane, e dopo terribili sofferenze, per colpa di un errore medico durante un’operazione che gli ha lasciato lo stomaco a pezzi.

Ho sempre sentito la sua presenza amorevole e benigna aleggiare su di me e dietro le mie spalle tutta la vita, come fosse una sorta di angelo custode.

E Vittoria era anche il nome di sua nonna materna.

Sicuramente da tutto quel ramo famigliare paterno ho preso il mio grande amore per la lettura, i libri e la scrittura, e la mia grande sete di conoscenza, di raccontare, e di viaggiare.

Sapevo che ai miei genitori avrebbe fatto piacere vedere che io ricordassi il loro papà e la loro mamma, ai quali erano attaccatissimi, e infatti ho ricevuto subito la loro approvazione

Non restava ora che trovare il mio COGNOME di penna, e qui, mi era chiarissimo da subito chi volevo portare con me e immortalare per sempre…

 

RASTA =  Il mio adorato cane, qui in una fotografia qualche giorno prima di morire.

La storia di questo cane ha sicuramente qualcosa di magico… ma gli ANIMAli sono tutti un po’ magici, o non li chiameremmo così.

Questa è la storia del mio cane, e del mio cognome di penna, perchè i due sono una cosa sola.

Da piccolina giocavo moltissimo con i pupazzi di animali.

Il mio preferito era un cagnolino di stoffa dal pelo nero, col musetto bianco, e una zampina rotta: Fufi (quello dietro di me nella foto, tutto nero con la zampa rotta e il musetto bianco. La bambola era di mia sorella invece!).

Fufi

Arrivata l’adolescenza, continuavo ancora a giocarci, finchè mia mamma mi disse che era “ora di crescere”, e di liberarmi di quel pupazzo vecchio, sporco, brutto  e rotto.

L’idea mi faceva soffrire enormemente.

Purtroppo però, per mostrarle che ero “diventata grande”, un pomeriggio mi feci forza, e lo buttai nella spazzatura.

Me ne pentii immediatamente la sera stessa.

Capii subito di aver commesso un gesto dannato, un po’ come il vecchio marinaio nella famosa ballata del poeta Coleridge.

Ero oppressa dal rimorso, ma ormai era già tardi per recuperarlo.

Il sacco era stato buttato.

Credo che una nuvola nera sia piombata sulla mia vita da quel giorno, una nuvola che mi ha perseguitata portandomi diverse disavventure ma soprattutto uno strato continuo di senso di insoddisfazione, finché è entrato un cane in carne ed ossa nella mia vita.

Letteralmente nel mio giardino.

Era stato dimenticato ed abbandonato a se stesso in una casa diroccata, dopo la morte del suo anziano padrone, insieme ad alcuni gatti selvatici che gli facevano compagnia.

Dopo chissà quanti giorni di attesa che il padrone malato tornasse, si è incamminato verso la mia casetta… con il suo stuolo felino alle spalle.

Lo chiamai subito RASTA.

Era un cane vecchio, sporco, brutto, nero, con una macchietta bianca sotto il muso, e con una zampina rotta…

Voi avrete già capito, ma io feci 2 + 2 solo qualche giorno più tardi, dopo averlo fatto ben tosare e lavare, e fu un tuffo al cuore.

Era Fufi!   Era tornato nella mia vita, in carne e ossa!

E mi dava una chance di rifarmi…

E questa volta, per fortuna,  non feci lo sbaglio di “buttarlo via”, o di chiamare l’accalappiacani e farlo rinchiudere in un canile.

Dopo aver ottenuto dagli eredi il permesso di tenerlo, piangendo letteralmente in cinese (dato che lo volevano tenere solo legato a un albero, portandogli da mangiare ogni tanto), da quel momento Rasta e i suoi amici gatti diventarono i miei inseparabili compagni di viaggio, riportando gioia, fortuna e tanto amore nella mia vita.

Grazie all’amore di tutti loro capii che dovevo realizzare il sogno che avevo fin da bambina: quello di scrivere libri, e quello da adulta: aiutare donne e animali a vivere più in pace, liberi dalla violenza e dalla paura…

Ho scritto “La Dieta di Eva” e parte della “Salute di Eva” (i 2 libri in principio dovevano essere uno solo e il titolo era già deciso da tempo e doveva essere: “I segreti di Eva”!) con Rasta sempre ai miei piedi o al mio fianco, fino alla sua morte.

Il cognome sul mio libro non poteva che rappresentare lui.

C’era un problema però…

Aida Vittoria Rasta” non suonava proprio benissimo! 🙂

Ormai però ero decisa ad avere Rasta. Il mio cognome di penna doveva essere parte di lui, ma come fare?

DA RASTA A ELTANIN: LA MIA BUONA STELLA

Una sera, il mio migliore amico inglese notò che le lettere del nome RASTA formavano la parola STAR = STELLA.   Genio!

Sentimmo subito di essere sulla strada buona… Il mio compagno anni prima mi aveva regalato un libro con il nome di tutte le stelle e le costellazioni.
Incominciai subito a sfogliarlo.

Quale sorpresa quando alla voce R trovai il nome RASTABAN, una stella meglio conosciuta come “Beta Draconis”.

Ed ecco la seconda coincidenza: il suo nome, in Arabo, significa “testa del Serpente”, perchè si trova esattamente in questa famosa costellazione…

Dato che stavo scrivendo un libro che avevo da tempo deciso si dovesse intitolare “La dieta di EVA” e in cui parlavo di Adam e di Eden, trovai la cosa molto “edeniaca”.

In passato Rastaban però era una stella conosciuta anche come l’occhio del serpente.

E gli occhi sono due.

Vicino a Rastaban, sempre al suo fianco per l’eternità (e proprio a Nord della stella di VEGA) c’è un’altra stella ancora più luminosa e che in passato veniva chiamata a sua volta Rastaban, perchè entrambe derivano dalla stessa radice linguistica.

Questa stella  ora si chiama Eltanin

Non vi fu bisogno di leggere altro.

Con questo nome si è chiuso il cerchio, si è completato il puzzle, e forse si è compiuto un destino.

Quella notte scrissi i due nomi e il cognome vicini,  su un pezzo di carta, con le iniziali in maiuscolo.

E immaginatevi il mio stupore…

Non avrei potuto farlo apposta neppure a provarci per anni.

Come tanti di voi avranno già notato, nel leggerle al rovescio, le tre iniziali formano la parola E.V.A…

Proprio come il titolo del libro che avevo già deciso molto prima di creare un nome di penna.

Vi siete addormentati?

🙂

Vi garantisco che questa storia è perfetta per far dormire un bambino e che la storia di Rasta gli piacerà molto…

Provatela stasera se siete a corto di storie per i vostri cuccioli 🙂

Per voi adulti invece, questa è una storia che a me ha insegnato che quando si è sulla strada giusta, in perfetta sintonia e purezza di intenti, cominciano a scorrere le coincidenze. Da quel giorno ne sono arrivate molte altre nella mia vita.

Spero che anche ognuna di voi possa trovare la sua strada più originale e autentica e seguire le scie… stellari.

Dall’Eden  è tutto.

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